Con il ritorno delle belle giornate nei parchi e nei giardini, insieme alle prime foglie, stanno purtroppo facendo ritorno anche gli antiestetici anelli bianchi che contengono le uova della cocciniglia takahashia japonica, causando preoccupazione in molte persone, spaventate dall’aspetto non certo piacevole di questa infestazione che sta ormai diventando sempre più diffusa con il passare degli anni.
Anche per questo il gruppo SìAmo Castellanza ha voluto presentare una mozione in proposito durante l’ultimo consiglio comunale (leggi QUI), per denunciare il problema e per capire quali siano le azioni che l’amministrazione sta intraprendendo per contrastare il fenomeno.
A presentare il documento è stato il consigliere Angelo Soragni: «Quali misure sono state effettuate e quali si stanno effettuando per contrastare l'infestazione delle piante pubbliche da parte di questi parassiti, pericolosi per la vegetazione locale – ha domandato Soragni – anche in considerazione del fatto che attualmente sul tema vi è un’incompleta conoscenza della biologia, una mancanza di insetticidi specifici e, considerate le restrizioni all'uso di prodotti fitosanitari in ambito urbano?».
In molti, infatti, spaventati dall’aspetto sicuramente sgradevole degli anelli biancastri che infestano i rami più giovani di molti alberi, sono erroneamente convinti che sia altamente pericolosa per le piante e, addirittura, per animali e persone.
Per fortuna questa convinzione è errata: la cocciniglia takahashia japonica, che si trova solo sui rami più giovani degli alberi, non è in grado di far morire la pianta se non a fronte di infestazioni massicce e ripetute negli anni, ed è assolutamente innocua per animali domestici e persone.
Ed è proprio per chiarire questi e altri dubbi che l’amministrazione, come spiegato dall’assessore Vanni Mirandola, «ha pubblicato sul sito istituzionale, a partire dallo scorso anno, documenti e informazioni sulla problematica e, a fronte di aggiornamenti da parte delle autorità preposte, provvederemo a darne immediata e diffusa comunicazione.
Condividiamo, infatti – ha proseguito l’assessore Mirandola – l'utilità di tutti gli strumenti conoscitivi a nostra disposizione, tra cui i manifesti e altro ancora, per divulgare eventuali aggiornamenti sulla problematica che potremmo ricevere da parte degli enti preposti.
In quest’ottica conoscitiva e informativa, quindi, stiamo valutando di organizzare un incontro pubblico con la cittadinanza per condividere aggiornamenti e approfondimenti sul tema, avvalendoci anche della collaborazione di un professionista qualificato nel settore».
Cosa fare, dunque, se nel proprio giardino si individua questa infestazione? Secondo le linee guida del Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia, l’utilizzo di insetticidi non solo spesso è contrario alle limitazioni che interessano l’ambito urbano, ma è anche inutile, poiché essi non penetrano nelle sacche di uova appese agli alberi.
Preferibile, invece, quando si tratta di rami localizzati, procedere a una potatura mirata, distruggendo, quando possibile, il materiale in loco e facendo molta attenzione, se invece si decide di trasportarlo per smaltirlo, poiché, se non adeguatamente isolate, le uova o le neanidi, quando presenti, possono disperdersi lungo il tragitto, diffondendo l’infestazione.




