Ieri... oggi, è già domani - 20 marzo 2026, 06:30

“Tia a cò’l cò me i bugnòn” - “Ragiona”

Diciamo che la frase esplicita è un tantino “peccaminosa”. Al valore letterale, nasconde altri significati...

“Tia a cò’l cò me i bugnòn” - “Ragiona”

Diciamo che la frase esplicita, è un tantino "peccaminosa". Al valore letterale, nasconde altri significati. Giusepèn è d'accordo con me, sul non approfondire troppo, per non fare gossip e per non essere scurrile. Quindi, letteralmente, "tia a cò'l cò me i bugnon" significa semplicemente "tira a casa la testa" (nel senso di ragiona) e, per farlo esplicitamente, devi agire come "l'ittiolo" (la pomata) che, una volta applicato (o applicata) sopra a un foruncolo, lo guarisce, facendolo spurgare.

La frase, la si appioppava a chi parlava a vanvera, a chi "verdi buca, fòea paòl" (apri bocca, fuori parole), ai "parlatori scarsi" che in dialetto li chiamano "bauscia" il cui significato vuol dire saliva, e anche ai Politici in genere, quando promettono e ancora promettono, senza mantenere quanto asseriscono. Ecco la circostanza in cui si cita il "tia a cò'l cò" (ragiona) per non compromettere la credibilità di una persona. Succede che chi gode di fiducia, può incorrere in stupidi equivochi e, oggi, lo si può notare dalle telefonate, segnalate quali "sospetto SPAM".

Oppure, chi diffonde le cosiddette FAKE NEWS (notizie false), può incorrere nel pericolo di farlo a sua volta e... pretendere di essere creduto. E siamo alla seconda parte della frase "come l'ittiolo agisce con i foruncoli". Il metodo "di cura" è, a dire il vero, ancestrale, quando la farmacologia non era sviluppata come ai tempi nostri e, il "rimedio della nonna" funzionava ed era attuato per guarire l'acne che, nel periodo della crescita, procurava inconvenienti.

I "bugnòn" erano all'ordine del giorno, anche in età adulta e, specialmente le ragazze, facevano di tutto per presentare il loro bel-faccino, lindo e pulito, senza... smagliature. L'ittiolo risucchiava il pus del foruncolo e, d'incanto presentava un risultato eccellente. 

C'è un altro argomento che mettiamo in luce, per presentare taluni "parlatori". Al furbo (in dialetto, scrocu), si diceva "te se teme'n sausu da cacia" (sei simile a un segugio da caccia), quel cane il cui fiuto è magistrale e scova ogni tipo di preda, nel bosco. Il "sausu" (segugio) è appioppato a chi sa fiutare il pericolo, fiutare l'affare, accorgersi per tempo di un eventuale raggiro. "ul sausu" era un complimento e non certo un giudizio negativo. Quando poi, "ul sausu" scopriva la bugia di un altro, lo si complimentava come fosse... un buon cane, capace di scovare la preda, nascosta dentro un antro buio o nel folto della campagna. 

Nella categoria, sono inclusi gli "agenti segreti" e gli indagatori alla... Sherlok Holmes, capaci di un'indagine accurata, per giungere a una precisa "diagnosi" sul caso commissionato. 

Cambiano i tempi, ma non cambia il Dialetto Bustocco da strada che (noto) è parecchio trascurato. Così facendo, lo si fa morire "di stenti" quasi a ignorarlo, come a trascurare la Storia di Busto Arsizio con le sue peculiari caratteristiche. Meglio citarne una, di caratteristica. Il Dialetto Bustocco da strada deriva dalla Parlata Ligure, dentro la Lombardia occupata dai Celti. 

Busto deriva dal romanico "combustum" (arso e bruciato) e, Arsizio deriva da "ardia" che è un filo di ferro sottile e duttile, inventato proprio dai Liguri. Noi vogliamo essere dei "sausi da cacia" (cani da caccia), capaci di difendere il Dialetto Bustocco da strada che (ribadiamolo) lo si insegna parlando e lo si diffonde con la splendida fonetica che fa il Dialetto Bustocco, una Lingua Italiana!

I Libri antichi dimostrano la differenza del "loro Dialetto Bustocco" (scritto dopo avere studiato l'Italiano), dal Dialetto Bustocco scritto da chi (come noi) dapprincipio è cresciuto in una Famiglia che si esprimeva unicamente in Dialetto e, secondariamente … ha dovuto apprendere la Lingua Italiana, per Legge. Ecco, occorre essere "sausi", ma essere pure persone che devono "tiaa cò'l cò me i bugnon" utilizzando la pomata "ittiolo" a ragion-veduta, con la giusta fonetica!

Gianluigi Marcora

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