«No, non stiamo parlando male di Busto. Stiamo facendo domande che qualcuno preferirebbe evitare». Così esordisce Salvatore Loschiavo, dopo la serata con i partner del Natale bustocco, in cui il sindaco Emanuele Antonelli ha scherzato sul rimpasto e citato pure l'ex assessore.
Bisogna volere bene a Busto, non parlare male?
«Il sindaco prova a liquidare tutto con una battuta, ma quando mancano le risposte si ricorre all’ironia - osserva Loschiavo - Chiedere quando riaprirà la piscina Manara, chiusa da troppo tempo e sottratta ai cittadini, è forse parlare male della città? Pretendere una discussione seria sul futuro dell'area del vecchio ospedale è parlare male della città? Chiedere chiarezza sulla tanto sbandierata quanto equivoca "rigenerazione urbana" è parlare male della città? Oppure è semplicemente fare quello che la politica dovrebbe fare: fare domande, pretendere risposte, difendere l’interesse dei cittadini? 𝐍𝐨𝐢 𝐝𝐢 𝐁𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐁𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐀𝐫𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨».
Così dice ancora Loschiavo: «𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐞 𝐜𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐨, dopo che finalmente qualcuno ha dato loro voce. E se questo dà fastidio, il problema non è di chi denuncia, ma di chi amministra male». Il che - per Busto Rinasce - significa «ritardi, occasioni perse e problemi irrisolti», ma anche «u𝐧𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐨... la prova concreta di 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀. Soldi che potevano migliorare servizi, strade e quartieri. Soldi rimasti fermi mentre i problemi crescevano. E oggi, a un anno dalle elezioni, partono lavori sulle strade: buche tappate (male), segnaletica rifatta. Dopo anni di attesa. I cittadini sanno distinguere tra programmazione e interventi dell’ultimo minuto. Dire la verità non è parlare male della città. È rispettarla. È amarla. Perché il punto è semplice: 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢 𝐟𝐚 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞. 𝐄' 𝐜𝐡𝐢, 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐚̀ 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 - conclude - Noi stiamo dalla parte dei cittadini. E continueremo a dare loro voce, anche quando dà fastidio».




