Politica - 17 marzo 2026, 07:50

Molteni a Busto: «Sicurezza bene da proteggere senza ideologie». Priorità il «contrasto all’immigrazione illegale»

Il sottosegretario all’Interno ha illustrato i contenuti del decreto sicurezza in un incontro promosso dall'eurodeputata leghista Isabella Tovaglieri, rivendicandolo «con orgoglio». Sala gremita al Museo del Tessile, dove sono intervenuti anche i rappresentanti sindacali delle forze dell’ordine

Molteni a Busto: «Sicurezza bene da proteggere senza ideologie». Priorità il «contrasto all’immigrazione illegale»

«Il decreto sicurezza? Uno strumento che difendo e rivendico con orgoglio». Sono le parole pronunciate ieri sera, lunedì 16 marzo, dal sottosegretario all’Interno Nicola Molteni entrando al Museo del Tessile di Busto Arsizio.
Ad attenderlo c’era una sala conferenze gremita, con diversi amministratori e militanti della Lega ma anche esponenti delle forze dell’ordine. Alcuni dei quali – i rappresentanti sindacali – sono anche intervenuti nel corso della serata voluta dall’eurodeputata “di casa” Isabella Tovaglieri per affrontare quello che ha definito «il tema dei temi». La sicurezza, appunto. 

Le misure

«Questo decreto è uno strumento in più per rafforzare la qualità della sicurezza nelle città – ha spiegato Molteni –. Ci sono fondi per la videosorveglianza e per i Comuni, anche per una realtà importante come Busto. Ci sono tutele per gli operatori delle forze di polizia. Questo governo ha investito tanto sugli organici: oltre 42mila operatori delle forze di polizia assunti in tre anni, altri 5mila nei prossimi due. Il doppio di quelli assunti dalla sinistra».

Il provvedimento vuole anche «affrontare fenomeni che non sono solo di allarme sociale, ma anche criminale». Come quello di «baby gang e maranza, seconde e terze generazioni per le quali il processo di integrazione voluto dalla sinistra è totalmente fallito. Il divieto del porto o della vendita dei coltelli ai minori e il rafforzamento dello strumento dell’ammonimento a beneficio dei questori affrontano anche questo fenomeno».

Poi, davanti alla platea, rivendicherà altri aspetti dei decreti sicurezza: taser e bodycam alle forze di polizia, tutela legale per gli agenti e la tutela processuale («non uno scudo penale») per evitare gogna mediatica e calvario giudiziario per chi ha solo fatto il proprio dovere». A tal proposito, «la vicenda di Rogoredo è dolorosissima – ha detto –. Ma l’errore di un poliziotto non può diventare quello di tutta la Polizia».

Immigrazione clandestina

«La sicurezza è un bene che va protetto – le parole del sottosegretario –. È un diritto che va di pari passo con la libertà. Lo diciamo a sinistra: il tema non va affrontato attraverso l’occhio ideologico. La sicurezza non è un costo, ma un investimento per far crescere un paese».
E tra le condizioni essenziali per raggiungerla, oltre alla tutela delle forze dell’ordine, Molteni ha indicato il contrasto all’immigrazione illegale: «Arrivo a dire che quella legale può essere uno strumento di contrasto a quella illegale. Un fattore che crea delinquenza, ghetti, lavoro nero, caporalato, danno salariale. Il 35 per cento dei reati è commesso da stranieri. Il 70 per cento dei reati predatori da strada è fatto da stranieri».

Sul punto, Tovaglieri ha parlato di «diretto rapporto di causalità tra immigrazione clandestina e delinquenza». «Non è frutto di una visione da estremisti di destra, ma sono i dati del ministero della Giustizia. In Lombardia la percentuale dei reati commessi da stranieri sale al 46 per cento. E la popolazione carceraria minorile è composta per il 56 per cento da stranieri».
Da esponente del Parlamento di Bruxelles, ha affermato che «in Europa hanno solo da imparare da come gestisce l’accoglienza l’Italia, sempre lasciata sola ad affrontare il problema. Siamo riusciti a ottenere la lista dei paesi terzi, che è un risultato epocale perché è la base per respingimenti e rimpatri».

La platea

Nel corso della serata sono intervenuti i rappresentanti delle sigle sindacali di diverse forze di polizia. Tra questi, Paolo Macchi del Siulp, che è anche presidente di Lampi Blu, associazione fondata per creare un ponte tra cittadini e forze dell’ordine insieme al giornalista Matteo Inzaghi, moderatore della serata.
Tra le richieste tornate in più di un’occasione, quella di prevedere un’area cuscinetto tra agenti e manifestanti.

Presenti numerosi esponenti politici leghisti del territorio: il segretario provinciale e sindaco di Gallarate Andrea Cassani, il consigliere regionale Emanuele Monti, il segretario cittadino di Busto e assessore Alessandro Albani con le colleghe di giunta Manuela Maffioli e Paola Reguzzoni, i consiglieri comunali Vincenzo Marra e Simone Orsi. C'erano anche i segretari di Varese (Marco Bordonaro) e Gallarate (Giorgio Caielli) e tanti altri.

In platea i vertici delle forze dell'ordine del territorio: il questore di Varese Carlo Mazza e il primo dirigente del commissariato di Busto Cristian Piron; il comandante provinciale dei Carabinieri Marco Gagliardo e il tenente colonnello Andrea Poletto della caserma di Busto; il comandante della Polizia locale di Busto Stefano Lanna. Presenti anche rappresentanti del mondo del commercio: Rudy Collini e Francesco Dallo, presidente e direttore di Ascom Confcommercio Busto, e Sarah Leoni, presidente del Comitato commercianti centro cittadino.

Riccardo Canetta

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