Busto Arsizio - 16 marzo 2026, 15:52

Rinasce l’ex carcere di Busto: «Da luogo di dolore a polo di bellezza e cultura». Domenica l’inaugurazione

È pronto il primo edificio ristrutturato con i fondi del Pnrr, che a inizio aprile sarà aperto al pubblico. Un investimento di oltre due milioni che ha permesso di realizzare spazi utili all’ampliamento della biblioteca, con sale lettura, sale studio, spazi dedicati a mostre e proiezioni e un caffè letterario. Il 22 marzo il taglio del nastro con visite guidate

Da ex carcere a polo culturale e sociale nel cuore della città. Domenica verrà inaugurato il primo edificio di Busto Arsizio ristrutturato con i fondi del Pnrr, che a inizio aprile sarà aperto al pubblico.
«Sono emozionato, restituiamo alla città una struttura meravigliosa», commenta il sindaco Emanuele Antonelli, affiancato dall’assessore Manuela Maffioli, che sottolinea la portata anche simbolica di questo momento: «Uno spazio legato ad aspetti dolorosi e negativi rinasce, grazie alla cultura, come spazio di libertà».

Il nuovo polo culturale

Nelle ex carceri austriache di via Borroni sono stati ricavati degli spazi utili all’ampliamento dell’attigua biblioteca comunale.
Il costo complessivo dei lavori, comprensivo dell’illuminazione pubblica esterna e dei percorsi pedonali, è stato di 2.350.000 euro, di cui 1.767.000 milioni arrivati tramite il Pnrr.
In particolare, al piano terra ci saranno bar e salottini informali. Al primo piano, tre sale studio, un salottino, una sala polifunzionale per incontri, mostre e corsi. Al secondo, altre tre sale studio e un'altra sala polifunzionale.

Particolare attenzione è stata riservata all’arredamento, con mobili dal design moderno e colorato. Ogni stanza sarà identificata da un colore diverso, così da consentire agli studenti di ritrovarsi facilmente. Nei vari spazi si trovano anche poltrone e pouf colorati, lavagne magnetiche, schermo e videoproiettore. Sulle pareti sono stati affissi pannelli acustici modulari 3D in pet riciclato compresso.

Il principio che ha ispirato i progettisti – un team composto da diversi professionisti tra cui gli architetti Rolando Pizzoli, Davide Tortorelli e Roberto Mascazzini – è stato quello del “minimo intervento”: la struttura originaria è stata in larga parte salvaguardata, compresi i graffiti e le tracce lasciate dai detenuti sulle pareti delle celle. È stato conservato anche un poster della nazionale campione del mondo del 1982, appeso evidentemente in uno degli ultimi anni di apertura del carcere, realizzato tra il 1851 e il 1854.

La cultura come rinascita

«È la prima inaugurazione di un immobile ristrutturato con i fondi del Pnrr – osserva il sindaco Antonelli –. Un intervento finito prima dei tempi prestabiliti». A farsene carico è stata la società Vecchierelli Restauri, cui è andato il ringraziamento del primo cittadino, che ha anche elogiato gli uffici comunali dei lavori pubblici.
«È un recupero davvero importante – prosegue – di un edificio nel centro storico che era abbandonato da tanti anni, in un punto anche malfrequentato. Sarà un bel polo culturale che prende il posto di uno dei luoghi preso di mira dalla campagna sulle opere incompiute. E qui vicino sorgerà anche un nuovo palazzo, mentre la piazza Vittorio Emanuele verrà rifatta a breve».

«Gli ambienti ospiteranno nuovi spazi della biblioteca, rivolti non solo ai ragazzi ma anche agli adulti – aggiunge l’assessore alla Cultura Maffioli –. Ci saranno anche spazi espositivi di cui abbiamo bisogno in città. In dialogo con Palazzo Cicogna. È un’operazione dalla portata simbolica importante: un luogo legato alla privazione della libertà e ad aspetti negativi rinasce ospitando cultura, bellezza, libri. E grazie alla cultura diventa uno spazio di libertà. E viene anche meno un alibi per il degrado di quest’area».

«Non si tratta solo del recupero di un edificio storico, ma anche di un atto culturale – evidenzia l’architetto Rolando Pizzoli –. Il recupero risale a quasi dieci anni fa, grazie a corsi del Politecnico e dell’Accademia di Brera. Il progetto ha recuperato la sintesi di questi studi. E scriveremo una monografia che racconterà la storia di questo carcere».

La direttrice della casa circondariale di via per Cassano Elisabetta Palù si è detta «positivamente colpita dal fatto che un edificio storicamente ed esteticamente di valore possa essere recuperato diventando un luogo deputato a spazio culturale e di istruzione. Da questi pilastri, peraltro, si parte per il reinserimento sociale».

E da oggi, fa sapere Sarah Leoni, grazie ad Andreella Photo è attivo il sito www.excarceri.it, con un reportage a 360 gradi di tutti gli ambienti pre-restauro (domenica, dalle 16 nella sala Monaco, della biblioteca sarà possibile visitare il sito in maniera immersiva).

L’inaugurazione

Il taglio del nastro, a cui la cittadinanza è invitata, è in programma domenica 22 marzo alle 11.30, con la possibilità di effettuare, a partire dalle 15, visite guidate gratuite a cura del servizio didattica museale. È necessario iscriversi tramite la piattaforma Eventbrite.

In mattinata, alle 10.30, in sala Monaco verrà proiettato in loop il docufilm “Il presente del passato” di Clemente Pollastro e Arnaldo Boniello, da un’idea della comandante della Polizia penitenziaria di Busto Rossella Panaro. Il film, realizzato proprio dagli agenti in servizio alla casa circondariale di via per Cassano, rievoca la vita all’interno del vecchio carcere asburgico, confrontata con quella nella struttura attualmente in uso. «Un docufilm meraviglioso – anticipa il sindaco Antonelli – che sarà ancora più emozionante con l’inaugurazione dei nuovi spazi».

Riccardo Canetta

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU