La candidatura di Alessandro Bastoni al premio Rosa Camuna inevitabilmente fa parlare. Hanno avanzato la proposta di assegnazione il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani (FdI) e il consigliere Pietro Bussolati (Pd). Un’iniziativa bipartisan, insomma (vedi QUI), scaturita dalla caratura internazionale del giocatore nerazzurro, dai fatti avvenuti sul capo (simulazione di Bastoni, secondo giallo ed espulsione di Kalulu) e dalle scuse pubbliche dell’interista. Si è assunto, secondo i proponenti per l’onorificenza, «…la responsabilità di un gesto avvenuto in campo. Un atteggiamento non scontato e non comune e che testimonia il rispetto per il gioco, per gli avversari e per i tifosi».
Ha comunque commesso una scorrettezza, commenta il vicesindaco di Busto Luca Folegani, tante partite della Pro Patria ancora negli occhi, tanti episodi nel libro dei ricordi. Dalla sua riflessione nasce non una candidatura alternativa ma la segnalazione di un esempio più nitido di correttezza e coerenza con i valori dello sport. Quello del capitano tigrotto Riccardo Colombo: era il 2021 e si giocava Giana Erminio – Pro Patria.
«Senza entrare nel merito dell’assegnazione del Premio – afferma Folegani – il gesto di Bastoni resta legato a un comportamento antisportivo, i gesti che davvero raccontano i valori più autentici dello sport sono altri. Penso a quanto fece Colombo quando si avvicinò all’arbitro per spiegare di non aver subito fallo, facendo così revocare un rigore assegnato alla propria squadra. Un gesto di fair play raro, spontaneo e profondamente educativo. È questo lo sport che vale la pena raccontare e far conoscere ai più giovani. Perché il vero esempio nello sport non è chi rimedia a un errore, ma chi sceglie la correttezza anche quando potrebbe trarne vantaggio».




