Busto Arsizio - 07 marzo 2026, 09:15

VIDEO - Gli Usa chiamano, il bustocco Marco Palamone risponde. E prepara il prossimo Galà della Danza

Il ballerino e coreografo, studi e percorso lavorativo all’estero, direttore artistico dell’evento internazionale apprezzato al Sociale nello scorso settembre, parteciperà all’American Dance Festival, all’università di Duke, e a diverse masterclass in programma a New York. «Ma sto già lavorando alla seconda edizione del Galà di Busto. Racconteremo il mondo e le sue contraddizioni, il crowdfunding è iniziato»

Ballerini sul palco del Teatro Sociale per il Gala Internazionale della Danza. Nel riquadro Marco Palamone

Una chiamata di quelle che rendono orgogliosi, esperienze all’orizzonte di cui fare tesoro. Per crescere ancora, allacciare nuovi contatti, avvicinare certi orizzonti. Marco Palamone, ballerino di Busto Arsizio partito giovanissimo per l’Inghilterra, dove ha affrontato studi rigorosi e impegnativi (vedi QUI), sta per spiccare il volo, destinazione Stati Uniti. Dalla costa est non smetterà di pensare alla prossima edizione del galà che nel 2025, all’esordio, è stato coronato da un successo probabilmente andato oltre le aspettative (vedi QUI). Tanto che ha già avviato l’organizzazione della seconda edizione e la raccolta fondi per sostenerla. Prima, però, concentrazione soprattutto su ciò che lo attende oltreoceano, più precisamente in Carolina del Nord e a New York.

«Sono stato selezionato e invitato a partecipare all’American Dance Festival – spiega, comprensibilmente soddisfatto, Marco - uno dei festival di danza più importanti al mondo. Si svolge alla Duke University, a sua volta un’istituzione accademica fra le più prestigiose degli Stati Uniti. Lì vivrò un mese completamente immerso nel lavoro artistico e nello studio, anche collaborando con coreografi e artisti di livello planetario». Non è finita: «Andrò anche a New York, dove prenderò parte a diverse masterclass e presenterò una mia coreografia. Questo percorso è stato possibile grazie al supporto e al lavoro svolto con la Palucca Hochschule für Tanz di Dresda, una delle istituzioni più importanti in Europa per la formazione nella danza».

Marco, diplomato alla English National Ballet School, solista e maître de ballet al Theater Plauen-Zwickau in Germania, ha seguito un master proprio nella quotatissima istituzione sassone. Ma le tante esperienze all’estero non cancellano Busto dai suoi pensieri: «Trovo bello condividere con la mia città la soddisfazione per quello che sto vivendo, nel lavoro e nella ricerca artistica. Inoltre è l’occasione per ricordare, o annunciare, che il Gala Internazionale tornerà, sempre a settembre e sempre al Sociale».

In attesa di potere fornire informazioni precise a quanti attendono l’evento (l’anno scorso la sala andò sold out in pochi giorni, prima ancora che la macchina della promozione si mettesse in moto a pieno regime) Marco anticipa: «Anche quest’anno ci saranno grandi artisti e compagnie internazionali. Il dialogo con il Comune c’è, a partire dal sindaco, Emanuele Antonelli, e dall’assessore Manuela Maffioli. Con Aretè - Oltre la danza si lavora a molte novità. Svilupperemo l’idea che ha reso speciale il Galà dello scorso anno: utilizzare la danza non solo come spettacolo ma anche come linguaggio capace di raccontare il mondo e le sue contraddizioni. Affronteremo tematiche ancora più specifiche e profonde».

Fra i punti significativi della prima edizione, il Galà si segnalò per la sostenibilità economica. E il direttore artistico intende proseguire sulla linea tracciata: «Ho riaperto una pagina di donazioni per sostenere l’evento (vedi QUI) e stiamo cercando nuovi sponsor. Alcuni partner hanno già deciso di supportare il progetto e questo ci fa molto piacere. Spero se ne uniscano altri, l’anno scorso la risposta fu molto positiva. Anche questo aspetto conta: non si può fare cultura, allestire appuntamenti di rilievo, a costo zero. L’arte ha bisogno di risorse, il lavoro di chi ci si impegna merita il giusto riconoscimento».

“Donate, il sogno continua” è l’invito che accompagna la campagna. Con tanto di video.

Stefano Tosi