La riscrittura di Carr, con la regia di Caitriona McLaughlin, ambienta il personaggio principale, impersonato da Gaja Masciale, in una bettola di Dublino, dove la giovane Mirandolina è costretta a combattere quotidianamente contro un ambiente ostile e maschilista. Il capolavoro di Goldoni già trecento anni fa suscitò scalpore per la capacità di illustrare e condannare un atteggiamento di presunta superiorità dell’uomo nei confronti delle donne, restituendo un personaggio ribelle e per nulla incline e subire.
Ne deriva un dipinto che esalta l’intelligenza femminile che rende ancora oggi attuale il personaggio, facendone un manifesto dell’autodeterminazione della donna. Il testo di Marina Carr in questo senso rappresenta il presente su un canovaccio goldoniano ben delineato che diventa perfettamente aderente alla quotidianità.
Si può affermare che lo spettacolo è una pièce sulla paura femminile e sulla battaglia che le donne devono sostenere ogni giorno per non soccombere, un’indagine prospettiva dell’animo umano che non fa sconti e crea connessioni tra il ‘700 e tra le culture parallele, italiana ed irlandese.
“La commedia di Goldoni – afferma la regista Caitriona McLaughlin - celebra l’intelligenza e l’autonomia, mentre rivela silenziosamente la misoginia e la fragilità dell’autorità maschile. Scriveva ciò che vedeva accadere intorno a lui. Sono certa che il talento duraturo di Goldoni sia rimasto nel nostro canone proprio perché il suo lavoro parlava di tutti noi: persone comuni, vita quotidiana, osservazione sociale. Usando la sua comprensione della comicità per attirare il pubblico, gli toglieva la maschera, esponendolo a sé stesso con tutte le proprie debolezze, difetti e idiosincrasie, preparando così il terreno per il Verismo e il realismo sociale italiano del Novecento. Più di un secolo e mezzo dopo, nel 1910, Lady Augusta Gregory, cofondatrice del Teatro Nazionale d’Irlanda, l’Abbey Theatre, portò Mirandolina al pubblico irlandese.
L’adattamento di Gregory fu molto più di una traduzione: selezionò e modellò i classici europei per metterli «in chiave delle nostre commedie di campagna», rendendoli vivi per attori e spettatori irlandesi. Aveva compreso che il teatro poteva introdurre nuove idee, riflettere la società e mettere in discussione le percezioni - il tutto intrattenendo. In questa produzione Marina Carr dà vita a Mirandolina con la sua inconfondibile intensità e profondità di sguardo. Il suo lavoro di drammaturga è sempre stato impavido, esplorando la complessità delle vite delle donne, i loro desideri e i rischi che affrontano nel rivendicare la propria autonomia. Qui colloca Mirandolina in un ristorante italiano a Dublino, mettendo in luce come fascino, arguzia e resilienza restino strumenti necessari per le donne in un mondo ancora colmo di pericoli e disuguaglianze”.
“Mirandolina”
di Marina Carr da La locandiera di Carlo Goldoni
dramaturg e traduzione Monica Capuani
regia Caitríona McLaughlin
scene e costumi Katie Davenport
luci Paul Keogan
musiche Anna Mullarkey
produzione Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale, Abbey Theatre - Teatro Nazionale d’Irlanda, Teatro Nazionale Croato di Fiume – HNK Rijeka - in accordo con The Agency (London) Ltd, 24 Pottery Lane, London W11 4LZ, per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay - spettacolo inserito nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026
dal 10 al 15 marzo 2026
Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org
Orari: martedì e venerdì ore 19.30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 | domenica ore 16.00




