Il Dialetto Bustocco da strada non muore, neanche ad ammazzarlo. E' un vecchio aforisma che mi viene sotto tiro e che mi ha "stuzzicato" per manifestare il mio amore (e non solo mio) alla Parlata Bustocca seria e viva che mantiene l'originalità della nostra gente.
Giusepèn, ne è l'artefice. Il Dialetto Bustocco da strada, difende l'idioma delle proprie origini, con quel linguaggio …. a volte duro, spesso gutturale, ma sempre "sciolto" ed espressivo. Purtroppo, non è per tutti così, specie quando non si conosce la materia e si fa di tutto per "sotterrarla" in varie "negligenze" che non sto qui ad elencare.
Giusepèn ricorda i colloqui con il defunto amico, Giovanni Sacconago. Ci furono schermaglie, tra i due: lui, Giovanni, sacconaghese autentico e Giusepèn, Bustocco "a tutto spiano" che, insieme, valorizzavano "il prodotto": vale a dire, senza preamboli, ma "ti fo per dire" (questa è di Giovanni), il Dialetto che ci portiamo a casa, che ha un valore inestimabile, che valorizza questa "terra di amanti della Storia Locale" immersa nelle Tradizioni.
Non è per tutti così, ma (almeno) da quei "tutti" vediamo di non ridicolizzare chi "sa di Dialetto", difendendoli da chi "vorrebbe sapere", ma non è in grado di poterlo esibire. All'epoca, con Giovanni si fece propaganda nelle Scuole. Si ottennero assensi e proseliti, sino al punto di portare il Tarlisu, (maschera di Carnevale inventata da Giovanni Sacconago), al di fuori delle "mura locali" - si fece pure un disco, col "tiè" (telaio tessile) che produceva la stoffa rustica, ma forte che portava in giro, l'amore per Busto Arsizio.
Ci furono poi due libri (ul Giusepèn" e "Giusepèn e Maria" a raccontare aneddoti, ma pure vicende vissute sulla Parlata di Busto Arsizio, unica e vera, con caratteristiche gloriose che si differenziano dal mondo dei Celti, "signori e padroni" della Lombardia - in preparazione c'è un altro documento a cesellare un "trittico" di idioma Bustocco che porta il titolo "Giusepèn … e TRI" per concludere uno studio metodico che ha portato a scoprire gli errori del passato, per "riportare a nuovo" le regole che rispecchiano il Dialetto Bustocco da strada.
Dire subito che Busto Arsizio "fulcro" della Lombardia, non ricalca il mondo dei Celti è d'uopo. Busto deriva dal romanico "combustum" (arso e bruciato), mentre Arsizio è prettamente Ligure, vale a dire "ardia" che costituisce l'essenza di un "filo di ferro duttile", inventato proprio in Liguria. La testimonianza che scinde la differenza etimologica dei nomi delle città, è univoca e "premia" Busto Arsizio - in Lombardia, moltissime città portano la desinenza in -ano o in -ate e, di esempi se ne contano tantissimi: Milano, Legnano, Cardano, Brusimpiano - Gallarate, Sumirate, Lentate, Seriate e …. via di seguito. Poi ci sono i cosiddetti "francesismi" portati qui proprio dai Liguri che scopersero la nostra zona, boschiva a più non posso, ma brulla, per l'agricoltura e "impervia" per la composizione del terreno che non offriva sbocchi per instaurare un "viver-civile" accomodante.
Quindi, attraverso la buona-lena propria e l'arguzia della gente semplice, si posero le basi per creare una città a "misura d'uomo" quantomeno tollerabile. Dicevamo dei francesismi. Ne cito qualcuno: paletot, gilet, pomme de terre, tomates, ancora in voga e mai utilizzati (o utilizzati inconsciamente) da chi dovrebbe incentivare la Parlata Bustocca che sta …. andando a morire, come ….l'Agnese di un glorioso libro scritto da Renata Viganò, poi diventato Film per opera del Regista, Giuliano Montalto. Cito questo esempio per gratificare la "mia" Busto Arsizio che anche nella Resistenza si rivoltò per prima, contro il Nazi-Fascismo, la sera del 24 aprile 1945 a cui seguì la "ribellione popolare" del giorno dopo. Busto Arsizio, medaglia di bronzo al valor militare.
"Giusepèn …. e TRI" conclude una "trilogia" di Dialetto Bustocco da strada - molti vi trovano dentro "imperfezioni di fonetica" o aneddoti "riportati" e mai codificati, ma dentro quei libri, c'è la Storia della gente semplice, degli autentici Bustocchi che tramandavano lo loro Parlata verbalmente e mai riportata sui libri - lodevole l'iniziativa di chi si cimentò col Bustocco-scritto, ma avendolo appreso dopo avere studiato l'Italiano, lo infarcì di modi di dire che cozzano contro l'autentico e vero Dialetto Bustocco da strada; quello (per intenderci) parlato dalla gente comune, semplice, illetterata che salvaguardava le Tradizioni della terra Bustocca.
Appena apparirà in Libreria "Giusepèn … e TRI" ci sarà l'interesse degli ultimi Bustocchi "nativi e lavativi" …. quelli nati a Busto Arsizio, da entrambi i genitori e i quattro nonni, nati a Busto Arsizio e, sarà un …. viatico (viaggio) verso la fine di una Parlata indigena che terminerà la sua funzione educativa, ma quantomeno avrà l'orgoglio di appartenere a una città che, in Lombardia, ha il primato di essere la Prima città Non-Provincia a collocarsi nel novero delle prime Cinque città Lombarde per efficienza e duttilità - Due altri piccoli particolari: l'attuale Aeroporto di Malpensa è nato quale "Aeroporto di Busto Arsizio" e, l'85% del Pil Provinciale (che annovera 126 Comuni) è prodotto da 9 Comuni, vale a dire, Busto Arsizio ed i Comuni del Medio Olona (Cairate, Castellanza, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Olgiate Olona, Solbiate Olona) che documentano la volontà e la laboriosità di chi "s'è fatto in casa" costituende un esempio di efficienza!




