Politica - 02 marzo 2026, 16:30

Il PD presenta un progetto di legge regionale per il terzo settore

Per i dem è necessario superare la contrapposizione tra pubblico e privato. Astuti: «Valorizzare, sostenere e promuovere il privato sociale e non profit»

Il PD presenta un progetto di legge regionale per il terzo settore

Valorizzare, sostenere e promuovere il Terzo settore: è questo l’obiettivo del progetto di legge del gruppo regionale del Pd, presentato oggi a Varese dal consigliere regionale Samuele Astuti e dal primo firmatario Davide Casati, capodelegazione in commissione Sostenibilità sociale.

“Riteniamo essenziale, per lo sviluppo e il futuro delle nostre comunità, la partecipazione attiva del Terzo settore, del non profit e della società civile organizzata – dichiarano Astuti e Casati – realtà centrali per la Lombardia e i suoi territori”.

Per i dem è necessario superare la contrapposizione tra pubblico e privato che, pur ribadendo giustamente il ruolo fondamentale del pubblico – soprattutto in ambito sanitario, sociosanitario ed educativo – rischia di non distinguere i percorsi virtuosi in cui il privato sociale è protagonista. “Non si può equiparare il settore privato profit e quello non profit, come avviene oggi nelle delibere regionali, applicando criteri che privilegiano esclusivamente lo standard della prestazione rispetto alla natura dell’ente e al suo radicamento comunitario. Con questa proposta vogliamo introdurre la possibilità di prevedere, nei futuri accreditamenti, affidamenti e contrattualizzazioni, criteri di riconoscimento e premialità a favore degli enti non profit”.

Il testo punta inoltre a incentivare l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate nei servizi gestiti direttamente o indirettamente dalla Regione e prevede l’istituzione di un Fondo regionale per l’innovazione sociale.

“Per rafforzare il riconoscimento degli Enti del Terzo Settore – aggiungono i consiglieri – proponiamo l’istituzione della Consulta regionale del Terzo settore, luogo stabile di confronto con il Consiglio e la Giunta sulle materie di interesse. Uno strumento che può diventare motore di innovazione sociale e promuovere una nuova cultura della partecipazione e della corresponsabilità tra pubblico e privato sociale”.

Il progetto di legge richiama in modo organico le principali normative nazionali in materia di amministrazione condivisa, aspetti fiscali, economici e urbanistico-edilizi, con l’obiettivo di rendere il quadro normativo più coerente con il contesto lombardo e più chiaro per gli operatori.

“Auspichiamo che il testo venga presto discusso nelle commissioni competenti per avviare l’iter legislativo – concludono Casati e Astuti –. È un punto di partenza che potrà essere arricchito e migliorato. Vogliamo rimettere il Terzo Settore al centro dell’agenda regionale, promuovendo audizioni e momenti di confronto in tutte le province lombarde, in coerenza con il percorso nazionale di ascolto avviato dal Partito Democratico. L’obiettivo è costruire insieme una legge capace di rafforzare la coesione sociale, sostenere le comunità locali e rendere la Lombardia più giusta, solidale e innovativa”.

Qui il testo e l’iter del provvedimento

IL PROGETTO DI LEGGE IN SINTESI

Un articolato di trenta articoli che ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e le realtà sociali, associative, cooperative, fondazioni che rappresentano una parte fondamentale del tessuto civico ed economico lombardo. Con una attenzione particolare: il non profit è cosa ben diversa dal mondo del privato profit attivo in ambito sanitario e sociosanitario. Per impostazione e per missione. Il primo va considerato anche per il suo valore sociale.

I sei obiettivi del progetto di legge

  1. Valorizzare il Terzo Settore come componente essenziale del sistema sociale lombardo, riconoscendone il ruolo costituzionale e promuovendo strumenti normativi e amministrativi che ne rafforzino l’azione, anche attraverso l’amministrazione condivisa tra enti pubblici ed enti del Terzo Settore, in attuazione del principio di sussidiarietà.
  2. Superare la contrapposizione pubblico-privato, riconoscendo il valore specifico del Terzo Settore, spesso protagonista di percorsi virtuosi di innovazione e prossimità. La legge introduce la possibilità di prevedere criteri di riconoscimento e premialità per gli enti non profit nei futuri affidamenti, accreditamenti e contrattualizzazioni regionali.
  3. Promuovere l’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate nei servizi gestiti direttamente o indirettamente dalla Regione, favorendo l’inserimento occupazionale anche tramite cooperative e imprese sociali.
  4. Istituire un Fondo regionale per l’innovazione sociale, volto a sostenere progetti ad alto impatto sociale e a favorire nuove forme di collaborazione tra pubblico, privato e cittadini.
  5. Creare un luogo istituzionale stabile di confronto, attraverso la nascita della Consulta regionale del Terzo settore, che rappresenti il ‘mondo’ del Terzo Settore e dialoghi in maniera strutturata con Consiglio e Giunta regionale.
  6. Rendere più chiara e coerente la normativa, armonizzando e adattando al contesto lombardo le principali disposizioni nazionali in materia fiscale, economica e urbanistico-edilizia, per garantire regole più semplici e accessibili agli operatori del settore.

Un testo costruito sulle migliori esperienze regionali

La proposta del Partito Democratico lombardo prende ispirazione dalle normative più recenti approvate in Italia, come le leggi dell’Emilia-Romagna, della Toscana, dell’Umbria, del Piemonte e del Molise, che negli ultimi anni hanno innovato la legislazione in materia di partecipazione, sussidiarietà e amministrazione condivisa. Modelli di riferimento ispirandosi ai quali la Lombardia vuole diventare protagonista di una nuova stagione di politiche sociali fondate sulla collaborazione, la fiducia e la corresponsabilità tra pubblico e Terzo Settore.

c.s.

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