(Adnkronos) - "La maggior parte dei fatti che sono stati riportati sono informazioni fornite dai cubani. Noi le verificheremo in modo indipendente, capiremo esattamente quello che è successo e quindi risponderemo in modo adeguato". Così il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, commenta la vicenda del motoscafo proveniente dalla Florida che ieri è stato fermato in acque cubane dalle forze dell'Avana che hanno ucciso, in un conflitto a fuoco, quattro delle dieci persone a bordo, tutti cubani residenti negli Stati Uniti che, secondo le autorità cubane, tentavano un'infiltrazione con scopi terroristici.
"Ovviamente vogliamo avere accesso a queste persone se sono cittadini americani o residenti negli Usa, ma non voglio fare supposizioni perché gran parte delle informazioni sono fornite dai cubani", ha detto ancora Rubio che, a una domanda diretta dei giornalisti, ha detto che a bordo del motoscafo non vi era personale del governo americano, escludendo che si trattasse di un'operazione del governo americano.
Rubio, che è nato a Miami in una famiglia di esuli cubani, ha poi aggiunto che "è molto insolito vedere delle sparatorie così in mare aperto, non è qualcosa che vediamo ogni giorno, è qualcosa che francamente non succedeva da molto tempo".
Intanto il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, ha annunciato di aver ordinato l'apertura di un'indagine sull'accaduto: "Non ci possiamo fidare del governo cubano, e noi faremo tutto quello che è in nostro potere per mettere questi comunisti di fronte alle loro responsabilità".
Ancora più esplicito Carlos Gimenez, deputato repubblicano eletto nelle Florida Keys, che chiede "un'indagine immediata su questo massacro". "Le autorità Usa devono stabilire se qualcuna delle vittime fosse americana o residente legale negli Usa, il regime cubano deve essere relegato nella pattumiera della storia per i suoi innumerevoli crimini contro l'umanità", aggiunge Gimenez che è un esule cubano.




