Giusepèn sorride divertito al titolo del pezzo. Lo coinvolge. Tanto che sbotta in un "fèi pulidu" che nel Dialetto Bustocco da strada, si traduce in "fatto bene" - il problema riguarda il decoro e il benessere della città, la nostra Busto Arsizio - ci sono i "viziosi" che la imbrattano (di tutto un po' e anche di più) e passano sotto la categoria dei "furbi" che la fanno franca.
Li hanno chiamato "pattumeros" le prime 34 persone identificate, per aver "lasciato in giro" ogni tipo di spazzatura, invece di collocarla nei dovuti stalli o da consegnare all'Agesp per la "raccolta" dei rifiuti. Queste "cavie" (sia detto senza irriverenza), sono state identificate e, la Sanzione Amministrativa, appioppata loro dalla Polizia Locale, va dai 1.000 Euro ai 3.000 Euro. Mica male!
Certo "fa male" inneggiare per questo necessario provvedimento. Inutile dichiararsi "civili" quando poi ci si adopera a inzaccherare la città, con ogni specie di schifezze. Senza "colpo ferire" e, alla chetichella sono stati installati in città (a campione) i dispositivi che con "certezza assoluta" identificano gli "sporcaccioni" che buttano sporcizia nei luoghi più "comodi" (per loro) e disparati della città. Hanno chiamato FOTOTRAPPOLE le macchine collaudate che identificano la persona che butta rifiuti, il luogo, compreso di data specifica e ora, in cui viene compiuto il misfatto.
Fra le prime "34 vittime" ci sono donne con minore accanto (grande "educazione" sic) che dopo un furtivo sguardo, buttano il sacchetto di "rudu" (letame - ho chiamato così il rifiuto), lungo il ciglio della strada, ma in "luoghi ameni" dove si possa identificare il... mariuolo. C'è pure il "colletto bianco" (gessato con impeccabile eleganza, che con mossa ardita, non troppo astuta (visto che l'hanno identificato) butta due borse di plastica, nel verde; c'è la massaia indaffarate che "si disfa" del puzzolente "malloppo" e le signore-bene, ingioiellate ed in pelliccia che (manco a dirlo) nemmeno si curano di "dare l'occhio" per un eventuale "controllore" che viaggia in incognito e non con divisa addosso, per vedere "come va" la precauzione che porta poi al "reato urbano" che val la pena pagare 1.000 euro oppure 3.000 - l'Assessore alla Sicurezza, Matteo Sabba, non è che gioisce per l'incasso che ovviamente va a beneficio della collettività, ma è fiero del "sistema tecnico" che si fa "onore" identificando i Trasgressori.
Ovvio che nessuno sa dove la "spia" viene collocata - invece tutti devono sapere che è possibile (anzi certo) essere individuati - chi poi (qualcuno dei 34 l'ha richiesto) vuole una "prova" del proprio misfatto, è stato accontentato come è legittimo, oltre alla Sanzione Amministrativa, deve pagare anche le "spese per la prova" - c'è pure il Consigliere comunale Orazio Tallarida, delegato al Verde Pubblico, che plaude all'iniziativa - lui, Orazio, come tutti i Cittadini onesti (e mi ci metto anh'io) si vuole una città pulita, ma soprattutto rispettata dai pochi cialtroni che ne deturpano il paesaggio.
Quindi, dura lex sed lex dicevano i Latini: "la Legge è dura, ma è la Legge" - per dire pure che si fa un gran baccano sulle guere ed i "guai del mondo" eppure, nemmeno si è in grado di comprendere il valore dell'igiene ambientale e della buona creanza. Quindi, "lotta ai pattumeros" e che essi, si ravvedano. "àn da capì a rasòn... ul rudu al s'à buta non in stròea" (il letame non si butta per strada). Grazie Giusepèn!