Sede universitaria, residenza, commerciale, terziario ma anche verde, spazi pubblici, parcheggi, una nuova viabilità per accedere all’area, la riqualificazione della vicina piazza Achilli e la connessione, attraverso diversi punti di apertura, con il tessuto urbano: il tutto nel rispetto della storia di un ex sito industriale sorto nel 1903 e tutelato, per diversi dei suoi edifici, dalla Sovrintendenza: è questo il futuro degli oltre 40mila metri quadrati dell’ex Manifattura di Legnano delineato nel progetto realizzato da GB&Parners, presentato dalla proprietà dell’area, Officine Mak srl, all’amministrazione comunale e, attualmente, in fase di verifica istruttoria.
«Il progetto di recupero della ex Manifattura è un punto di svolta per la nostra città -afferma il sindaco Lorenzo Radice; nella strategia di rigenerazione urbana che l’amministrazione comunale sta portando avanti dal suo insediamento, questa operazione rappresenta un tassello fondamentale per l’importanza storica, l’ubicazione centrale e le potenzialità racchiuse nell’ex sito industriale.
Il futuro di quest’area si ridisegna in termini radicalmente diversi da quelli che ne hanno segnato la storia per oltre un secolo: da una sola attività, quella industriale, si passa, infatti, a una pluralità di funzioni, integrate fra loro e non giustapposte, richieste dai tempi che viviamo e previste dal nuovo Piano di Governo del Territorio.
Questa operazione è anche emblematica del forte cambiamento che Legnano sta attraversando e che negli ultimi anni ha visto: riversarsi, grazie ai fondi di finanziamento intercettati, oltre un centinaio di milioni di euro in opere pubbliche su una città che, negli ultimi cinque anni, è cresciuta di circa mille unità grazie alla popolazione che sceglie di trasferirsi da altri Comuni; riprendere investimenti privati che stanno trasformando o per trasformare parti del territorio rimaste bloccate per anni (ex Mario Pensotti, ex Bernocchi-Mottana, aree ex Tosi, asse di viale Cadorna); tenere le posizioni quel tessuto di imprese medio, piccole e familiari (queste ultime a dispetto della crisi generalizzata del commercio di vicinato) che continuano a testimoniare quella vocazione all’intrapresa che rappresenta il nostro più vero genius loci. Con il recupero dell’ex Manifattura, Legnano consolida quindi un processo di crescita con un importante servizio sovraccomunale come la sede universitaria e, anche sotto un aspetto simbolico, con un intervento residenziale in altezza (quindi liberando suolo), proprio come fu il grattacielo edificato fra il 1959 e il 1963, nell’epoca conosciuta come quella del boom economico».
Dichiara Lorena Fedeli, assessore alla Città Futura: «Quello dell’ex Manifattura è un progetto delineato dal nuovo Piano di Governo del Territorio che sta per diventare realtà e vedere, finalmente, una parte di Legnano dismessa da molti anni e, quindi, “invisibile” aprirsi ai cittadini offrendo loro spazi di incontro e socializzazione, percorsi pedonali, aree verdi e spazi coperti. Questo progetto è il risultato di un lavoro sulla città iniziato cinque anni fa e reso possibile dal nuovo PGT, il documento di programmazione urbanistica che a Legnano assegna quel ruolo di città polo, ossia di punto di riferimento per un territorio più vasto dotato di luoghi e servizi a valenza sovra comunale che è in grado di attivare collaborazioni e sinergie per ripensare e rigenerare importanti spazi urbani».
Nel dettaglio, il progetto di recupero dell’Ambito di Trasformazione ex Manifattura prevede:
Come utilità pubbliche
la cessione di una superficie di 4mila metri quadrati all’interno della piastra (che saranno destinati alle attività dell’Università degli Studi di Milano)
la realizzazione di un parco di oltre 5mila metri quadrati che si svilupperà in continuità dall’ingresso di via Palestro allo spazio retrostante la chiesa di Sant’Ambrogio sino a via Alberto da Giussano
la realizzazione di una “piazza”, da intendersi come una sequenza di spazi pubblici pavimentati e di spazi verdi, che costituirà il collegamento pedonale fra via Alberto da Giussano e via Palestro parallelo a via Lega
la realizzazione di una rotatoria di accesso da via Alberto da Giussano per l’ingresso e l’uscita dei veicoli al parcheggio collocato al piano interrato dell’opificio
la dotazione di oltre 400 posti auto (pubblici o a uso pubblico)
la riqualificazione di piazza Raoul Achilli
la realizzazione di una pista ciclopedonale che si svilupperà dall’incrocio con via Lega lungo via Alberto da Giussano e attraverso il parco
Complessivamente le utilità pubbliche valgono 3,8 milioni di euro
All’interno dell’Opificio, oltre ai 4mila metri quadrati destinati a Servizi (in cessione al Comune di Legnano che la destinerà all’Università degli Studi di Milano), saranno ricavati uno spazio commerciale con una superficie di vendita di 2mila 300 metri quadrati, 2mila metri quadrati di terziario, 1.600 metri quadrati di palestra, uno spazio espositivo da 1.200 metri quadrati oltre alla galleria d’accesso
La realizzazione di 27mila 585 metri quadrati di Superficie Lorda, che avverrà a fronte di una capacità edificatoria complessiva di 38mila 500 metri quadrati di Superficie Lorda prevista nella scheda del PGT. Della superficie che sarà realizzata 13mila 475 metri quadrati saranno di natura residenziale, concentrati prevalentemente (12mila 275 mq) nei tre edifici che saranno costruiti lungo via Banfi (altezza da 35 a 65 metri, corrispondenti a 10 – 18 piani) e, per la parte restante, situati in un edificio esistente, che sarà oggetto di restauro; 14mila 110 metri quadrati per altre destinazioni
Abbattimenti: saranno demoliti i capannoni costruiti negli anni Sessanta lungo via Banfi, l’edificio alle spalle della chiesa di Sant’Ambrogio, l’edificio di più recente costruzione all’intersezione di via Lega e via Giolitti; sarà ricostruito nel rispetto dei vincoli indicati dalla Sovrintendenza l’edificio che ospitava il teatro e la chiesa in prossimità dell’ingresso da via Palestro. L’area sarà aperta con ingressi dal cancello di via Lega (esistente), dall’intersezione via Lega – via Giolitti, dal cancello di via Palestro (esistente), da vicolo Legnani, da via Saule Banfi. Sarà abbattuto nella quasi totalità della sua lunghezza il muro lungo via Alberto da Giussano
«Il progetto, nel suo complesso, è il naturale ampliamento dell'attuale centro città, inteso come nuova ZTL – conclude Fedeli. La nuova piazza, con il suo disegno, contribuirà a valorizzare il patrimonio storico identitario dell’area, mentre il nuovo parco urbano incrementerà il patrimonio verde del centro cittadino con una superficie di oltre 5000 metri quadrati. L’accessibilità degli spazi riconnetterà questo luogo al tessuto cittadino: nuove aperture metteranno in connessione il borgo di Sant'Ambrogio con la zona di piazza don Sturzo contribuendo a valorizzare spazi prossimi alla ZTL Centro; gli abbattimenti delle recinzioni, con l’eccezione delle parti vincolate, creeranno nuovi coni visuali sugli edifici storici.
L’effetto isola di calore, avvertito nel centro cittadino, sarà attenuato con superfici permeabili e nuove zone verdi, funzionali anche a ridurre gli effetti delle bombe d'acqua. L’ampia dotazione di parcheggi faciliterà l’accesso al Centro creando le condizioni per liberare e progettare spazi pubblici, come piazza Don Sturzo. La riqualificazione della ex Manifattura si inserisce, quindi, in un disegno di rigenerazione del territorio che potrà avere effetti positivi anche su altre aree dismesse, dando un nuovo slancio alla loro progettazione, e costituire un’occasione di crescita per la città nel suo complesso; per le imprese, con le sinergie che si potranno sviluppare, per il mondo del commercio in tutte le sue articolazioni, il settore ricettivo e, in generale, di tutto quel tessuto sociale ed economico che costituisce la più importante ricchezza della nostra città».




