Busto Arsizio - 10 febbraio 2026, 13:16

Giorno del Ricordo a Busto, il sindaco: «Gli esuli hanno contribuito a rendere grande la nostra città»

Commemorate le vittime delle foibe: le celebrazioni al Villaggio Giuliani e Dalmati di Borsano che accolse numerosi profughi, definito da Antonelli «un piccolo luogo magico». Poi nel parco intitolato a Norma Cossetto, dove il primo cittadino si è rivolto agli studenti: «La speranza è che grazie a voi la memoria resti viva e sia un faro che indica il percorso da seguire»

«Non abbiamo salvato nessuno, abbiamo solo aiutato a far arrivare qui e a dare un tetto a persone che hanno contribuito a rendere grande Busto».
Sono le parole del sindaco Emanuele Antonelli, pronunciate questa mattina, martedì 10 febbraio, nel Giorno del Ricordo dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo di oltre 250mila italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.
Il primo cittadino lo ha detto prima a Borsano, nel villaggio dei Giuliani e Dalmati, che accolse numerosi esuli. Poi lo ha ripetuto davanti agli studenti nel parco in via Foscolo intitolato a Norma Cossetto. Rivolgendosi proprio ai più giovani: «La speranza è che grazie a voi la memoria resti viva e sia un faro che indica il percorso da seguire».

Il Villaggio di Borsano, «un piccolo luogo magico»

Le celebrazioni del Giorno del Ricordo si sono aperte, come ogni anno, a Borsano, con la messa celebrata nella chiesetta di Sant’Antonio dal parroco don Marco Mauri. Poi i rappresentanti di istituzioni, forze dell’ordine e associazioni si sono spostati nello spazio dedicato a don Emerico Ceci, nel Villaggio dei Giuliani e Dalmati, voluto dall’allora sindaco Gian Pietro Rossi, che accolse un importante gruppo di profughi.

L’amministrazione comunale ha deposto un omaggio floreale alla statua di San Biagio. E qui il sindaco ha parlato del Villaggio borsanese come di «un piccolo luogo magico». Dove sono giunti «fratelli e sorelle che hanno contribuito a rendere grande la nostra città. Busto non ha “salvato” nessuno, ha aiutato a portare qui queste persone. E ricordarlo è sempre un momento emozionante».

La speranza nei giovani

La mattinata è poi proseguita al parco in via Foscolo da qualche anno intitolato a Norma Cossetto, giovane vittima dei partigiani jugoslavi.
Presenti anche gli studenti delle scuole medie Pradina e dei licei Candiani e Crespi. Antonelli si è rivolto proprio ai giovani: «La speranza è che grazie a voi la memoria resti viva e sia tramandata. Sia un faro che indica il percorso da seguire. Sia una radice solida che fa crescere la nostra comunità in pace. Sia ciò che vi aiuta a crescere come cittadini responsabili, consapevoli, attenti ai valori per cui molte persone hanno combattuto, sofferto e perso la vita.  Oggi sappiamo dell’esistenza delle foibe e delle tante persone uccise solo per il fatto di essere italiane. Fino a qualche anno fa non era così, questo dramma è stato nascosto e spesso negato».

Antonelli ha quindi chiamato accanto a sé e alla presidente del Consiglio comunale Laura Rogora la signora Bruna Paoli, esule d’Istria che raggiuse Borsano sessant’anni fa, il cui padre Giuseppe venne infoibato insieme a Norma Cossetto. «Il suo passato doloroso è un monito a cui non possiamo sottrarci per essere consapevoli e sperare in un futuro migliore», ha aggiunto il sindaco ripercorrendone la storia.
Il presente certo non incoraggia: «Tanti capo di stato non meritano di esserlo», l’amara considerazione di Antonelli, che ha però rinnovato la fiducia nelle nuove generazioni.

Nessuna divisione

Così come avvenuto in occasione dell’intitolazione del parco a Norma Cossetto (proposta da Fratelli d’Italia ma approvata unanimemente da tutte le forze politiche), la cerimonia di questa mattina ha unito i rappresentanti dell’assise cittadina: c’erano gli assessori Luca Folegani, Chiara Colombo, Manuela Maffioli, i consiglieri di maggioranza Claudia Cozzi, Emanuele Fiore, Roberto Ghidotti, Paolo Geminiani e Orazio Tallarida e quelli di opposizione Santo Cascio e Maurizio Maggioni.
L’assessore all’Educazione Colombo, tra l’altro, ha invitato le scuole a promuovere momenti di riflessione e approfondimento tramite la visione di concerti e film.

Riccardo Canetta

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