Politica - 08 febbraio 2026, 19:27

La Lega a Busto: «Solidarietà alle forze dell'ordine. Ma anche segnale concreto con il decreto sicurezza, ecco perché»

L'europarlamentare Tovaglieri: «L'uso disinvolto del coltello va arginato, più possibilità con il fermo preventivo». Il consigliere regionale Monti: «I borseggiatori non verranno più a dire "Questo è il mio lavoro" e verranno arrestati in flagranza»

La Lega a Busto: «Solidarietà alle forze dell'ordine. Ma anche segnale concreto con il decreto sicurezza, ecco perché»

La Lega torna tra la gente nel centro di Busto sul tema caldo della sicurezza. Accanto alle forze dell'ordine e per raccontare cosa sta accadendo con il decreto sicurezza. 

«Siamo qui per manifestare la solidarietà alle forze dell’ordine ancora aggredite da facinorosi - sostiene l'europarlamentare Isabella Tovaglieri al gazebo, accanto al segretario della Lega (e assessore) Alessandro Albani ed altri esponenti del movimento, tra i quali l'assessore Manuela Maffioli, il capogruppo in Consiglio Simone Orsi, il consigliere comunale Vincenzo Marra e il presidente di Agesp spa Alessandro Della Marra, ma anche l'ex europarlamentare, ministro e presidente del consiglio comunale Francesco Speroni  -  Facinorosi che ancora non si è compreso esattamente contro cosa manifestino. Ma è anche un segnale concreto. La solidarietà fa piacere, ma non è sufficiente». Il segnale è rappresentato dalle «novità del decreto sicurezza, fortemente voluto dalla Lega». Tovaglieri cita l'uso delle armi bianche «da parte dei minori, i cosiddetti maranza - prosegue - l'uso disinvolto del coltello ormai è una deriva che dev'essere arginata. Quindi non soltanto il divieto di vendita e utilizzo, ma soprattutto più possibilità alle forze dell'ordine di intervenire tempestivamente per prevenire reati. Ad esempio, con il  fermo preventivo: senza che debba pronunciarsi il magistrato, se ci sono delle circostanze questi personaggi possono essere fermati». 

Il consigliere regionale Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare, menziona un altro caso: «Quello delle borseggiatrici e dei borseggiatori, tante sono le segnalazioni anche nella zona di Busto e nella provincia. E poi intervistati con il telefonino dicono: questo è il mio lavoro, come se rubare fosse un lavoro». Adesso cambia appunto la norma, indica: «Non bisogna per forza dimostrare il furto, ma ci può essere l'arresto in flagranza di reato. Un'innovazione importante».

Ha commentato l'iniziativa anche il segretario di Siulp Varese Paolo Macchi, di recente intervenuto in tv LEGGI QUI). «Ero in centro e mi sono imbattuto nel gazebo, quando c'è un'iniziativa, di qualunque parte politica, che dica "Io sto dalla parte della polizia", mi scalda il cuore in questo momento». Proseguendo: «Il decreto ha migliorato il primo, c'è ancora molto da fare. Non sarà comunque solo un decreto a risolvere tutte le difficoltà, il problema è la mentalità delle persone». 

Ma. Lu.

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