Politica - 05 febbraio 2026, 15:43

«In provincia di Varese mai conquistati da Vannacci. La Lega torni a fare la Lega senza inseguire nessuno»

Andrea Cassani dopo l’addio del Generale: «Stupisce la spregiudicatezza con cui ha sempre negato di voler fondare un suo partito. Questo gli fa perdere molta della credibilità di cui godeva». Il segretario provinciale del Carroccio non teme particolari contraccolpi e, voltando pagina, dice che ora la Lega deve puntare a «portare avanti le idee giuste per la nostra gente e il nostro territorio»

Andrea Cassani con la bandiera della Lega e Roberto Vannacci

Andrea Cassani con la bandiera della Lega e Roberto Vannacci

«Questione poco sentita a livello territoriale e di militanza». Andrea Cassani liquida così lo strappo tra la Lega e l’eurodeputato Roberto Vannacci, fino a due giorni fa vicesegretario federale del partito.
Certo, la separazione, di fatto annunciata, fa discutere, ma il segretario provinciale ricorda che «chi commette l'errore di uscire dalla Lega non gode di un futuro politico roseo».
In ogni caso, quanto accaduto «deve portare tutti a fare delle valutazioni e a evitare di perdere altri militanti. La Lega deve tornare a fare la Lega. Siamo il partito più longevo anche perché abbiamo saputo interpretare le esigenze della gente».

Andrea Cassani, qual è la sua opinione sull’addio di Vannacci alla Lega?
«Quello che stupisce è la spregiudicatezza con cui ha sempre negato di voler fare una cosa che sembrava evidente a tutti, ovvero di fondare un suo partito, arrivando a dirlo dal palco nelle trasmissioni televisive, quando sul territorio questa cosa era un po' percepita, tant'è che non si è pressoché mai mosso a eventi ufficiali della Lega, ma solamente ad eventi organizzati dai suoi vari comitati o circoli, per poi fare questo passo. Secondo me questo fa perdere molta della credibilità di cui lui godeva».

Era un finale già scritto o in passato aveva creduto al Generale nella Lega?
«Devo dire che la provincia di Varese non è mai stata colpita o persuasa o conquistata da Vannacci. Un po' perché qui è nata la Lega e sappiamo quali sono i valori della Lega. Lui è arrivato con i massimi onori concessi da Salvini, è diventato vicesegretario. Da un punto di vista militaresco, come riteniamo di essere noi come movimento, da militanti che obbediscono gerarchicamente abbiamo dato a Vannacci tutta la massima disponibilità per venire sui territori.

Per quanto riguarda le critiche per le sue posizioni, in Lega ci sono sempre state posizioni anche più a destra, pensiamo a Borghezio, a Buonanno, a Gentilini. Quindi a me tante delle posizioni portate avanti da Vannacci non sembravano avulse rispetto a quello che da tanti anni alcuni nostri esponenti dicono. Ciò detto, soprattutto le modalità con cui si presentava non erano quelle tipiche del leghista e forse anche il fatto che lui abbia creato questo circolo a Varese che si comportava in un modo particolarmente antitetico rispetto alla Lega ci ha fatto un po' da “anticorpo” nei confronti della figura di Vannacci». 

Salvini però aveva puntato molto su di lui. Ha commesso un errore politico?
«Come dice lui stesso, più che un errore politico quello di Salvini è un dispiacere personale perché ha aperto le porte del movimento a una persona che arrivava dall'esterno, che ha avuto la possibilità di candidarsi e di essere eletto. Sicuramente anche Vannacci ha contribuito con le sue preferenze, ma senza la Lega non sarebbe stato eletto, mentre la Lega senza Vannacci avrebbe probabilmente eletto qualcun altro.
Sicuramente nel rapporto ci ha guadagnato Vannacci, anche perché ha avuto a disposizione per un po' il partito per farsi una sorta di campagna interna che però, tutto sommato, vedendo anche i numeri di chi per il momento ha scelto di seguirlo mi sembra poca cosa».

Nessuno nella Lega sta mettendo pubblicamente in discussione la leadership di Salvini.
«No, anche perché in Lega sappiamo tutti quanti che chi fa l'errore di uscire non gode di un futuro roseo. Non ricordo tanti casi di persone che hanno avuto un futuro politico al di fuori della Lega, se non di secondo livello».

Si ipotizza Zaia come vicesegretario. Da varesino non le piacerebbe magari Attilio Fontana vicesegretario, visto che proprio lui a Busto avevano detto “col c… che vannaccizzano la Lega”?
«Mi pare che lo statuto non preveda che ci possa essere più di un vicesegretario per regione e oggi c’è già Silvia Sardone. Sicuramente Zaia potrebbe essere un nome valido per questo ruolo, non perché non lo sia Fontana, ma per via di questo tecnicismo».

Nella Lega Varesina non ci saranno ripercussioni?
«Ho visto diversi leghisti che in buona fede si erano iscritti a dei circoli Vannacci, circoli culturali, che organizzavano cene o iniziative con la sua presenza. Persone che, dopo questa uscita dal partito con cui ha rivelato quelle che erano le sue vere intenzioni, hanno abbandonato i circoli o li hanno addirittura chiusi.
Qui la questione è proprio poco sentita a livello territoriale e a livello di militanza».

A livello nazionale, invece, Vannacci potrebbe essere un'insidia per la Lega o per la coalizione di centrodestra in generale?
«È chiaro che lui va a cercare di rubare voti al centrodestra, solo lì può prenderne, quindi qualsiasi soggetto si vada a collocare in quest'area politica li può sottrarre alla Lega, a Fratelli d'Italia, a Forza Italia o comunque a chi ha posizioni di un certo tipo.
Dalla sua ha il vantaggio di non avere l'onere di dimostrare nulla perché non governa niente, non governa nessun comune, nessuna regione, né a livello nazionale, non governa in Europa, quindi può sparare alzo zero su tutto.
Però se parti facendo capire che quello che dici non mantieni, devo dire che le premesse non sono sicuramente benauguranti per Vannacci».

Alla luce di quanto avvenuto, esponenti storici del partito, magari anche del territorio, dovrebbero essere ascoltati di più dai vertici?
«Questa uscita, con le conseguenze politiche che può avere, deve portare tutti a fare valutazioni e a evitare di perdere altri militanti, altri consensi. La Lega deve tornare a fare la Lega. Siamo il partito più longevo dell’agone politico e questo anche perché abbiamo saputo interpretare bene quelle che sono le esigenze delle persone e portarle avanti e dovremmo continuare a muoverci così.
Non inseguendo nessuno, perché noi non dobbiamo inseguire nessuno. Dobbiamo portare avanti le nostre idee che riteniamo giuste per la nostra gente e il nostro territorio».

Riccardo Canetta

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