La lettera è pacata nella forma, chiara nei contenuti, condivisibile nell'intento. Non si possono, dopo averle create, deludere le aspettative di studenti giovanissimi (hanno 12 anni). Convinti, gli studenti della scuola Bellotti, di assistere a qualcosa di straordinario, forse irripetibile, come una competizione olimpica. E poi costretti a prendere atto che no, non se ne fa niente, si resta a casa. La lettera di un genitore il cui figlio frequenta la scuola dell'Istituto Bertacchi, serve a certificare l'amarezza di un gruppo di ragazzi. Ma anche a sottolineare le possibili conseguenze della beffa, ad alimentare i dubbi dopo il caso dagli esiti simili capitato con la scuola Pontida (vedi QUI), a interrogarsi sulla comunicazione di istituzioni coinvolte nel grande evento.
Buongiorno,
l’inizio dell’evento di caratura internazionale Milano-Cortina 2026 è ormai imminente, i riflettori di tutto il mondo saranno puntati su di noi per oltre due settimane, non possiamo permetterci brutte figure, eppure temo che una si sia già consumata, non se ne parlerà certo a Washington, a Londra o a Tokyo, ma a Busto Arsizio sì.
Mio figlio frequenta la seconda classe della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Bertacchi, le scuole medie Bellotti per intenderci, e, giorni fa, rientra a casa entusiasta informandomi di essere stato scelto insieme ad altri 23 suoi coetanei del medesimo istituto per assistere all’incontro di Hockey femminile Francia-Giappone in programma il giorno 6 febbraio al palazzetto di Rho.
Esterno a mia volta la mia personale condivisione per il suo entusiasmo, spiego che si deve ritenere fortunato perché occasioni del genere capitano raramente nella vita, che parteciperà ad un evento di cui si ricorderà anche in età adulta, potrà constatare dal vivo e vedere coi propri occhi i valori e la bellezza dello sport, e lui, convinto, mi ribadisce di non vedere l’ora di andare e che mi racconterà tutto al suo ritorno.
Ma nonostante nel momento in cui stia scrivendo, l’evento non si sia ancora svolto, apprendo oggi che l’epilogo di questa bella storia in realtà si è già consumato, ed è un epilogo amaro, in quanto nel primo pomeriggio odierno, ricevo una circolare dell’Istituto in cui si annuncia l’annullamento della partecipazione a causa del totale silenzio da parte delle Istituzioni che, dopo aver promosso la partecipazione e promesso i biglietti, non hanno più dato alcun riscontro.
Mi sembra a questo punto doveroso citare le Istituzioni contattate dalla scuola nell’ordine:
§ Fondazione Milano Cortina
§ Ufficio Ticketing degli eventi sportivi olimpici
§ Dipartimento di Educazione Fisica del Ministero dell’Istruzione e del Merito
sperando che in queste due settimane chi di dovere si avveda dell’errore commesso e, mosso da puro spirito olimpico, rimedi ad una situazione che non spinga 24 dodicenni a dubitare delle Istituzioni in così tenera età.
Alessandro Pagani (un padre perplesso)




