Politica - 03 febbraio 2026, 10:41

Dal buio all’insicurezza. Busto Rinasce diffonde la «mappa del disagio»

Il punto dopo il primo incontro pubblico organizzato venerdì scorso dalla nuova realtà promossa dall’ex assessore Salvatore Loschiavo

Paura, buio, insicurezza, abbandono, periferie, trasporti che non funzionano, spazi vuoti, mancanza di eventi, giovani invisibili.
Sono alcuni dei temi ricorrenti emersi nel primo incontro pubblico organizzato venerdì scorso da Busto Rinasce, raccolti nella “mappa del disagio” realizzata dalla realtà promossa dall’ex assessore Salvatore Loschiavo (leggi qui).
«La sicurezza non si costruisce solo con misure emergenziali – ha rimarcato più volte nel corso della serata Loschiavo – ma investendo nella cura degli spazi, nella prevenzione, nella presenza e nell’ascolto continuo della città. Una città vissuta è una città più sicura».
Tra i problemi emersi, spiegano da Busto Rinasce, ci sono «strade buie, marciapiedi dissestati, fermate degli autobus isolate, periferie poco curate, mancanza di presenza, assenza di occasioni di vita serale e culturale. A questo si aggiunge un elemento ricorrente: la sensazione di non essere ascoltati». Di seguito, la nota di Busto Rinasce.

Dopo il primo AMA: ecco la mappa del disagio diffuso in città
La mappa dei disagi diffusi nella città: quello che la politica non vede, che la retorica non racconta e che troppo spesso non viene ascoltato.

Il primo AMA di Busto Rinasce, dedicato al tema Sicurezza e percezione dello spazio, con Salvatore Loschiavo, non è stato solo un incontro pubblico. Ha prodotto un risultato immediato e tangibile: una mappa reale del disagio urbano, costruita direttamente dalle parole delle persone.

Durante la serata del 30 gennaio, cittadini di età e quartieri diversi hanno scritto su Post-it domande, problemi, percezioni quotidiane, consegnandole direttamente a Salvatore Loschiavo. Quelle frasi – semplici, dirette, spesso ripetute – sono state raccolte, rese visibili e collegate tra loro. Il risultato è una fotografia chiara della città vissuta, non raccontata.

Dalla mappa emerge un dato netto: la sicurezza non viene percepita come un tema astratto di ordine pubblico, ma come una somma di condizioni quotidiane che generano insicurezza. Strade buie, marciapiedi dissestati, fermate degli autobus isolate, periferie poco curate, mancanza di presenza, assenza di occasioni di vita serale e culturale. A questo si aggiunge un elemento ricorrente: la sensazione di non essere ascoltati.

Durante l’incontro, Salvatore Loschiavo ha più volte richiamato questo punto: la sicurezza non si costruisce solo con misure emergenziali, ma investendo nella cura degli spazi, nella prevenzione, nella presenza e nell’ascolto continuo della città. Una città vissuta è una città più sicura.

Le parole che tornano con maggiore frequenza nella mappa sono sempre le stesse: paura, buio, insicurezza, abbandono, periferie, trasporti che non funzionano, spazi vuoti, mancanza di eventi, giovani invisibili. Non sono slogan. Sono esperienza diretta. Il valore del primo AMA sta qui. Non nelle risposte immediate – che non sono state promesse – ma nel fatto che le domande non si sono perse. Sono diventate un patrimonio pubblico, visibile e condiviso, su cui lavorare.

Busto Rinasce introduce un metodo chiaro: l’AMA è il momento dell’ascolto, Salvatore Loschiavo è il tramite, il progetto si prende la responsabilità di ciò che emerge. Le domande non restano in sala, non finiscono in un verbale, non si disperdono nei commenti online: vengono raccolte, collegate, trasformate in temi reali della città. La Mappa del disagio non è una denuncia né un atto di accusa. È uno strumento di lettura della città così com’è vissuta ogni giorno. Il primo AMA ha dimostrato che questo ascolto è possibile. E che, quando qualcuno si ferma davvero ad ascoltare, la città parla con chiarezza