La notizia dell'intitolazione dei popolari scoperti a Raffaele "Raffa" Carlomagno (LEGGI QUI) è stata accolta con emozione e soddisfazione dal mondo ultras biancoblù. Ma per loro, come spiega "Santino", storica figura della tifoseria tigrotta, non è un punto di partenza, ma il completamento di un percorso.
«Per noi, quel settore era già il suo - sottolinea Santino - La decisione della Giunta è stata un bellissimo atto di sensibilità, ma non è nata da una nostra richiesta formale. È la cornice ufficiale a qualcosa che sentivamo già nostro dal giorno dopo la sua scomparsa e da quando abbiamo realizzato il murales e messo la targa. Era nostra aspettativa che si muovesse ufficialmente la politica affinché l'intitolazione fosse riconosciuta, non solo dal mondo ultras ma per l'intera città».
La delibera, quindi, è vista come il frutto dell'attenzione di una comunità, e di una amministrazione, che ha saputo ascoltare e comprendere il dolore di un'intera tifoseria e di una città. «Persone come gli assessori Reguzzoni, Sabba o Folegani conoscono il nostro ambiente. Hanno capito quanto profonda fosse la ferita e hanno agito di conseguenza. È questo che ci ha fatto più piacere».
Santino tiene anche a ricordare la figura dell'amico Raffaele a 360 gradi, andando oltre l'impegno nei Balcani. «Raffa era un uomo per la comunità, sempre. Per anni ha aiutato la società ciclistica di Vanzaghello, organizzava tornei, aiutava i senzatetto con gli Alpini. Il suo impegno era ovunque ci fosse bisogno. Era una persona che, se lo conoscevi, non potevi non apprezzare».
Una commemorazione per il centro sportivo in Bosnia intitolato a Raffa
E proprio per continuare a far vivere questo spirito, la sua memoria non si fermerà a una targa o a un murales. Gli amici e la famiglia hanno organizzato una commemorazione per martedì 3 febbraio, alle 20:30, proprio nel suo settore, i popolari scoperti dello Stadio Speroni.
Un momento di raccoglimento che guarda al futuro. L'evento è infatti legato a una raccolta fondi per la realizzazione di un centro sportivo intitolato proprio a Raffaele Carlomagno in Bosnia. Un progetto ambizioso per dare ai giovani un luogo di incontro e amicizia, trasformando il dolore in un'eredità concreta e positiva.




