Busto Arsizio - 28 gennaio 2026, 14:15

«Papà mi ha insegnato molto nel lavoro e in politica. Ha dato una mano a tanti in maniera spontanea»

Il ricordo di Angelo Verga da parte della figlia Valentina, che ha ereditato dal padre la passione per la professione di avvocato e quella per la politica, interpretate mettendo sempre la persona, con i suoi bisogni e fragilità, al centro: «Aveva la capacità di unire»

«Papà mi ha insegnato molto nel lavoro e in politica. Ha dato una mano a tanti in maniera spontanea»

L’entusiasmo e la passione con cui affrontava la vita professionale e quella politica, l’umanità e l’ironia che gli permettevano di entrare in sintonia con chiunque. Sarà davvero una mancanza «ingombrante», come dice nell’accezione più positiva possibile la figlia Valentina, quella dell’avvocato Angelo Verga, scomparso ieri a 82 anni.
Il papà le ha trasmesso la passione per la professione di avvocato e quella per la politica, interpretate entrambe mettendo sempre la persona, con i suoi bisogni e fragilità, al centro.
Lo scorso anno Valentina aveva regalato ad Angelo, già nonno, la grande gioia di due nipotini, i gemellini Giulio e Giorgio. 

Fianco a fianco

Fianco a fianco nello studio legale che porta il loro cognome, nel 2016 Angelo Verga (già assessore e consigliere comunale a Busto Arsizio prima col Psi poi col Pd) ha ceduto il testimone in sala esagonale a Valentina, che è stata anche vicepresidente della Provincia.
«Mi ha trasmesso sicuramente la passione per entrambi questi ambiti – racconta la figlia –. Sono stata molto fortunata, perché facendo lo stesso lavoro l’ho “vissuto” tanto e quindi ho imparato molto da lui in entrambi gli aspetti, cercando di poter essere un po’ come lui».

Prosegue Valentina: «Aveva questa capacità nel lavoro, ma in generale nelle relazioni, di unire. In tanti in queste ore lo ricordano come una persona molto solare, desiderosa di spendersi per gli altri. Lo faceva anche nella professione, che interpretava come una missione. Voleva proprio fare del bene agli altri, spesso anche senza ottenere nessun riscontro economico. E lo stesso in politica».
Un testimone pesante raccolto dalla figlia: «Sono felice che lui abbia potuto vedere in me una persona che ha preso tanto da lui. Mi piace pensare che alcune cose che ho fatto e i risultati che ho ottenuto gli abbiano fatto piacere». 

Una mancanza «ingombrante»

Nei ricordi di chi ha conosciuto Angelo Verga emergono la sua simpatia spontanea e la capacità di entrare in sintonia con tutti, al di là del credo politico.
Parole dense di stima e affetto che «affievoliscono un po’ il dolore», dice Valentina. Allo stesso tempo, però, quando se ne va una persona speciale – e in generale quando se ne va il papà – si tratta di «una mancanza ingombrante. Nel senso ovviamente positivo – spiega Valentina Verga – perché riempiva un po’ tutto: riempiva la casa, lo studio. Insomma, io sapevo che c’era. Adesso piano piano bisogna continuare nel percorso che abbiamo fatto».

L’attenzione per gli altri, per i più fragili, è l’eredità pubblica, l’insegnamento che lascia Angelo Verga. «Dava una mano agli altri senza retropensieri, in maniera spassionata e spontanea. Questo aspetto adesso viene riconosciuto da tante persone», sottolinea commossa e orgogliosa la figlia Valentina.

L’ultimo saluto

Il funerale verrà celebrato venerdì 30 gennaio alle ore 11 nella basilica di San Giovanni. Il rosario verrà recitato giovedì 29 gennaio alle ore 18 nel santuario di Santa Maria. 
In questo momento è possibile portare un saluto ad Angelo Verga nella casa funeraria Fratelli Ferrario in via Bottego.

Riccardo Canetta

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