È tempo di verdetti per il “Concorso della Tradizione della Giöbia 2026”, promosso dal Comune di Busto Arsizio e rivolto alle scuole cittadine, che anche quest’anno hanno risposto con entusiasmo, creatività e grande partecipazione.
La giuria composta da esperti delle tradizioni locali ha stilato la classifica delle Giöbie vincitrici, premiando il lavoro degli alunni e la capacità di interpretare uno dei riti più identitari della città. Primo posto per la Scuola primaria Pieve di Cadore (IC Bertacchi), seguita dalla Scuola dell’infanzia Maria di Nazareth al secondo posto. Terzi classificati, ex aequo, l’Asilo Nido Cielo e Terra e il Centro infanzia Il Giardino dell’Artista.
Accanto al giudizio della giuria, il concorso ha previsto anche una votazione popolare online, attraverso il contest sulla pagina Facebook istituzionale. Il “Premio della Cittadinanza”, assegnato alla Giöbia che ha raccolto il maggior numero di “like”, è andato alla Scuola primaria Sant’Anna.
Le votazioni si sono svolte su due canali distinti - giuria tecnica e social network - e l’Amministrazione comunale ha stabilito che ogni scuola potesse ricevere un solo premio, per valorizzare il maggior numero possibile di partecipanti. Poiché le scuole più votate sui social risultavano già premiate dalla giuria, il riconoscimento del contest Facebook è stato attribuito alla scuola classificatasi al quarto posto per numero di preferenze online.
Le Giöbie vincitrici saranno protagoniste anche dei momenti più attesi della tradizione: domani, giovedì 29 gennaio, verranno esposte in piazza Santa Maria e successivamente trasferite in via Einaudi, dove alle ore 19.00 si terrà il tradizionale falò della Giöbia.
A tutte le scuole partecipanti va il ringraziamento dell’Amministrazione per aver contribuito, con il lavoro degli alunni e degli insegnanti, a mantenere viva una tradizione profondamente radicata nella storia di Busto Arsizio.
Alle scuole premiate sarà destinato un contributo complessivo di 1.000 euro, erogato sotto forma di sostegno per l’acquisto di materiali utili alla costruzione del fantoccio, di materiale scolastico e di libri per le biblioteche, tra cui almeno un volume dedicato alle tradizioni di altri Paesi del mondo, in un’ottica di apertura e dialogo culturale.








