Un momento di preghiera e di ricordo ha caratterizzato la serata del 27 gennaio a Busto Arsizio, evocando le parole commosse della preghiera di Angioletto Castiglioni: un appello a non dimenticare, a trasformare il silenzio in testimonianza di verità, affinché la memoria si faccia coscienza attiva e impegno responsabile nel presente.
Nella Giornata della Memoria, alle 18, la città si è raccolta in una cerimonia intensa per la deposizione delle corone ai Monumenti dei Caduti. La prima tappa si è svolta al monumento di via Fratelli d’Italia, dove il sindaco Emanuele Antonelli ha deposto la corona in un clima di raccoglimento. Da lì il corteo si è spostato a Palazzo Gilardoni, davanti al monumento ai Caduti nei lager, collocato prima della scalinata del palazzo comunale, per un secondo momento di omaggio. La cerimonia si è poi conclusa nella chiesetta di Sant’Anna, accompagnata dal suono della tromba che ha intonato il Silenzio, amplificando l’emozione e il senso di rispetto condiviso dai presenti. (VIDEO).
All’interno della chiesetta, il prevosto monsignor Severino Pagani ha guidato un momento di preghiera e ha rivolto ai presenti un breve ma intenso discorso. «Il nostro cuore non può dimenticare chi ha perso la vita», ha detto, richiamando l’attualità. Ha parlato di un dolore universale che rovina la vita e ferisce le relazioni, sottolineando come solo la saggezza possa superare il conflitto e l’odio. Un invito chiaro a far vincere pace, comprensione e dialogo, senza mai cancellare la memoria della sofferenza subita, pensando in quella chiesa ai nomi incisi, agli amori spezzati, alle persone strappate via con violenza.
È stata quindi letta la preghiera di Angioletto Castiglioni, le cui parole hanno risuonato con forza: «Signore per amore donaci la forza di non dimenticare. Fa che il nostro tempo non sia silenzio ma voce di Verità che grida “Mai più fili spinati tra gli uomini, mai più campi di dolore e di morte”. Siano i nostri cuori campi arati e seminati dalla solidarietà e dall’amore dell’Uomo. Ci sia nel mondo pace, fratellanza, libertà».
Nel suo intervento, il sindaco Emanuele Antonelli ha sottolineato il valore simbolico del momento: «È buio ora, questo buio ricorda il buio che li ha portati alla morte». Ha ricordato come in città si siano svolte numerose iniziative, soprattutto nelle scuole, ribadendo l’importanza di far comprendere ai ragazzi il dovere di non dimenticare (leggi QUI).
La presidente del Consiglio comunale Laura Rogora ha poi dato voce alla poesia di Primo Levi “I superstiti”.
Alla cerimonia hanno partecipato gli assessori Chiara Colombo, con delega all’Istruzione, e Manuela Maffioli, alla cultura, insieme alle forze dell’ordine, alla polizia locale, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, agli Alpini e a numerose associazioni cittadine, tra cui La Baldoria, l’ANPI e l’associazione Alfredo Di Dio.