Si è chiusa oggi, al Palazzo del Ghiaccio, la seconda e conclusiva giornata del terzo Forum internazionale del turismo, che ha messo al centro una delle grandi sfide del settore: l’undertourism, ovvero la necessità di redistribuire i flussi turistici, alleggerendo le mete sovraffollate e valorizzando territori, borghi e città spesso rimasti ai margini dei grandi circuiti. Un tema che parla da vicino anche alla provincia di Varese, chiamata a ripensare il proprio ruolo nello scenario turistico regionale e nazionale.
Dal Forum è emersa con forza una visione politica che punta a un turismo diffuso, sostenibile e identitario. A sottolinearlo è stato il consigliere regionale Dell’Erba Romana (FdI), presente ai lavori promossi dal Ministero del Turismo con Enit SpA. «Questo Forum dimostra come il turismo sia tornato una vera priorità politica e non più uno slogan. Grazie al Governo guidato da Giorgia Meloni e al lavoro concreto del ministro Daniela Santanchè, l’Italia sta recuperando ruolo, credibilità e visione sulla scena internazionale», ha dichiarato, ricordando come il patrimonio italiano sia fatto non solo di grandi città, ma anche di piccoli Comuni che custodiscono storia, tradizioni e identità, «compresa la nostra provincia di Varese». I numeri, secondo Dell’Erba Romana, confermano questa direzione, con dati record nel 2024 e una crescita significativa rispetto al periodo pre-pandemico.
Uno sguardo che guarda già al futuro, con l’impegno a declinare sul territorio varesino le proposte emerse dal Forum. «Il mio lavoro nel 2026, come componente della Commissione turismo e attività produttive di Regione Lombardia, sarà quello di portare queste strategie nella realtà locale», ha spiegato, indicando come priorità il sostegno alla filiera dell’ospitalità e della ricettività, da integrare con offerte culturali, sportive e scolastiche, e il contrasto a ogni forma di desertificazione urbana, dal caro affitti al degrado, per rendere le città luoghi vivi, attrattivi e realmente “glocal”.
In questa prospettiva si inserisce il lavoro della Fondazione Varese Welcome, raccontato al Forum da Anna Deligios, segretaria generale della Camera di Commercio di Varese. «La nascita di Varese Welcome rappresenta il passaggio da una semplice promozione turistica a una vera strategia di marketing territoriale», ha spiegato, sottolineando come fare rete oggi significhi non solo attirare visitatori, ma rendere l’intera provincia più competitiva, attrattiva e vivibile. Mettere in relazione enti, imprese e territori, secondo Deligios, consente di attrarre investimenti, talenti e nuovi residenti, presentando Varese come un ecosistema dove qualità della vita e tessuto produttivo si incontrano.
Un esempio concreto di questa visione è l’Olympic Fringe Festival, progetto ispirato a Milano-Cortina 2026, che prenderà forma nei prossimi mesi in provincia. Un percorso itinerante che toccherà cinque poli strategici – da Saronno a Luino – con l’obiettivo di creare un flusso costante di visitatori tra fine gennaio e metà marzo, portando lo spirito olimpico fuori dai palazzetti e nelle piazze. «Vogliamo rendere le città più vive e attrattive, stimolando il commercio locale e la ricettività», ha spiegato Deligios, evidenziando come la scelta di coinvolgere località diverse, dal nord al sud della provincia, serva a raccontare Varese come un unicum, capace di tenere insieme lago, montagna, confini internazionali e porte di accesso metropolitane. «Questo è l’anno zero – ha aggiunto – l’idea è che il format resti anche dopo i Giochi, diventando un appuntamento fisso».
Durante il Forum si è discusso anche di destagionalizzazione dei flussi turistici e dell’ipotesi di una revisione del calendario scolastico, attraverso un possibile accordo con il Ministero dell’Istruzione, per redistribuire il turismo degli italiani nel corso dell’anno. Un tema delicato, sul quale la Camera di Commercio di Varese esprime una posizione attenta agli equilibri del sistema produttivo. «L’obiettivo della destagionalizzazione è sicuramente condivisibile e importante per la competitività del territorio – ha spiegato Deligios – ma una riforma del calendario scolastico non può essere una misura isolata, che rischierebbe di gravare sulle imprese e sui lavoratori. Dovrebbe essere accompagnata da politiche di welfare aziendale e territoriale e da una flessibilità che non penalizzi la produzione industriale e artigianale, pilastri del nostro territorio». Un approccio che richiama la necessità di politiche integrate, capaci di tenere insieme turismo e sistema economico locale.
A dare concretezza al concetto di undertourism è stato anche il racconto di Renzo Oldani, presidente della Società Ciclistica Alfredo Binda e organizzatore delle Tre Valli Varesine. «Il ciclismo è l’unico sport che attraversa grandi e piccole città, permettendo allo spettatore di osservare panorami che altrimenti non vedrebbe e di entrare in contatto con i profumi e i colori del territorio», ha spiegato, sottolineando come eventi di questo tipo rappresentino una vetrina naturale per aree meno conosciute. Un impatto che va oltre il singolo giorno di gara: «Eventi come le Tre Valli richiedono anni per crescere e generano un indotto importante, immediato e a lungo termine. Per questo abbiamo adottato una carta etica per la sostenibilità dell’evento».
Secondo Oldani, il valore aggiunto sta nell’equilibrio tra visibilità internazionale e tutela dell’identità locale. «La bellezza artistica e la storicità del territorio sono un valore che non si può comprare. Dovrebbero essere gli enti turistici a comprendere fino in fondo il ruolo dello sport e del ciclismo internazionale come volano per l’economia locale. È una vetrina impagabile: se gli Emirati Arabi hanno la forza economica, noi abbiamo la ricchezza di arte e paesaggio».
Dal Forum milanese emerge così una possibile traiettoria per il turismo varesino: puntare su eventi, cultura, sport e reti territoriali per intercettare nuovi flussi, valorizzando anche le aree meno battute. Una sfida complessa, ma sempre più centrale, che chiama istituzioni, imprese e comunità locali a un lavoro condiviso, capace di trasformare l’under tourism da concetto teorico a reale opportunità di sviluppo.




