Storie - 23 gennaio 2026, 12:15

«Mio padre Mimmo, un sognatore che ha impastato sacrifici e allegria»: il ricordo del figlio Angelo

La scommessa vinta aprendo la pizzeria a Sacconago e l’invenzione di Pulcinella: «All’inizio gli dicevo che era una follia, invece papà ha creato un’istituzione. È stato un maestro per generazioni di pizzaioli, vincendo ogni sfida con umiltà e rigore». La gente di Busto che l'amava: «Aveva dentro l’allegria» (FOTO)

Dietro la maschera di Pulcinella, oltre le canzoni napoletane e il calore di una sala sempre piena, c’era l’uomo. Domenico Rossi, per tutti Mimmo, non ha solo fondato una pizzeria: ha costruito un pezzo di storia di Busto Arsizio partendo da una scommessa che molti, all'epoca, ritenevano azzardata. A raccontare l’avventura di una vita è il figlio maggiore, Angelo Rossi, che oggi raccoglie insieme ai fratelli Massimo e Anna un’eredità fatta di passione e rigore.

Una scommessa chiamata Sacconago
L’arrivo di Mimmo a Busto Arsizio risale a circa quarant’anni fa, dopo un’esperienza lavorativa nel bresciano e sulla riviera del Garda. «Mio padre ha preso la pizzeria da Mario "il californiano" - ricorda Angelo con l’aiuto della mamma Rosa - È stata una vera scommessa. Venne qui con sua sorella e scelse Sacconago, una zona che all'epoca sembrava decentrata. “Ma cosa vuoi che si lavori qui a Sacconago?” gli dicevano. Invece papà ci ha creduto». E ha avuto ragione.

Quello che era un piccolo locale da meno di cento posti, con il tempo e il lavoro incessante, è diventato un’istituzione capace di ospitarne quattrocento. «Ha fatto tutto pezzo dopo pezzo, con tantissimi sacrifici. Ha fatto scuola a molti pizzaioli della zona. Era un fuoriclasse: ha vinto tantissime gare di quelle a cui ha partecipato. Era semplicemente il migliore nel suo mestiere».

La nascita di “Pulcinella”
Il tratto distintivo di Mimmo era la capacità di trasformare una cena in uno spettacolo. Un’intuizione che, inizialmente, aveva lasciato perplessa la stessa famiglia. «Quando ha iniziato con la musica, io per primo gli dicevo: “Ma papà, cosa vuoi fare con questa musica? Dove vuoi andare? Sembra una cosa ridicola”» confessa Angelo con un sorriso malinconico. «Invece è stato un colpo di genio. Ha creato un format che poi hanno provato a copiare ovunque, anche a Milano. Si travestiva, entrava in sala e la gente arrivava da ogni parte per lui. Non era solo pizza; era l’atmosfera che sapeva creare».

Un cuore diviso tra Napoli e Busto
Legatissimo alle sue radici di Tramonti, in provincia di Salerno, Mimmo portava nel sangue il calore della Costiera, ma aveva trovato a Busto la sua dimensione ideale. Angelo ricorda con emozione il legame del padre con lo sport e con la sua terra: «Andava pazzo per la musica e per il Napoli. Ricordo ancora quando vinsero lo scudetto ai tempi di Maradona: dipinse tutto il maggiolone d’azzurro e ci portò in giro a festeggiare. Tra noi c’era sempre il simpatico diverbio calcistico, perché io sono juventino e lui era napoletano verace».

L’uomo dietro l’imprenditore
Al di là dell’aspetto pubblico, Angelo descrive un padre esigente ma profondamente onesto e generoso. «Lavorativamente mi ha insegnato che servono sacrifici e, soprattutto, passione. Se hai passione, il lavoro diventa più leggero. Era un uomo di altri tempi, che amava la legalità e la correttezza. Non sopportava la disonestà; ci ha insegnato a camminare sempre a testa alta e a rispettare i dipendente, che lui amava profondamente e da cui era ricambiato».
La generosità di Mimmo è passata anche attraverso gesti silenziosi: «Ha aiutato tantissime persone in difficoltà. Un suo amico veniva ancora dall’estero per ringraziarlo di quanto fatto anni prima, quando papà lo aveva aiutato a sistemarsi e a sposarsi. Era così: generoso, a volte fin troppo buono, ma sempre tutto d’un pezzo».

Il futuro nel nome di Mimmo
La scomparsa di Mimmo lascia un vuoto profondo, ma il cammino prosegue. «Io, Angelo, Massimo e Anna porteremo avanti la tradizione - conclude il figlio - Speriamo che i clienti possano trovare sempre l’atmosfera che ha creato mio padre». Un legame che continua anche attraverso i nipoti: il giovane calciatore che porta il suo nome, Domenico, è stato l’orgoglio del nonno, che lo seguiva con passione in ogni sua sfida. Mimmo “Junior” ha iniziato ieri una nuova avventura in Serie D, dopo aver vestito tra le altre le maglie di Pro Patria, Como e Venezia, e dopo i recenti successi in Kings League, anche con la Nazionale. Ieri è approdato al Villa Valle, società bergamasca all’ingresso della Val Brembana: il primo gol con la nuova maglia, siamo sicuri, avrà una dedica speciale

L’abbraccio della gente
Tantissimi i messaggi di affetto che sono arrivati in queste ore alla famiglia dello storico pizzaiolo sinaghino-campano, apprezzato tanto a Busto quanto nei paesi limitrofi e oltre. Chi, tra gli abitanti di Busto, non è mai stato a mangiare la pizza e a vivere l’atmosfera che Mimmo sapeva (e sa) offrire? Tra tutti i messaggi arrivati, ne scegliamo uno: «Sei parte della storia di Busto. Il tuo ristorante oltre a proporre ottimi piatti della nostra tradizione, era anche il luogo dove riuscivi a passare del tempo in allegria. L’allegria la avevi dentro, sicuramente non sarà più lo stesso senza di te ma sei riuscito a trasmettere ai tuoi figli passione, allegria e capacità. Ragazzi, fatene tesoro, che questo vi dia la forza. Sono certa che il tuo ultimo viaggio sarà con quella allegria che solo pulcinella poteva avere». 

Le esequie di Domenico Rossi si terranno sabato alle ore 15.30 nella chiesa nuova di Sacconago, precedute dal rosario alle ore 15.15. Sarà l’occasione per tutta la città di salutare, per l’ultima volta, il suo Pulcinella.

Giovanni Ferrario

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