Avere a cuore la sorte e la sofferenza dei cittadini e dei bambini di Gaza costituisce un sentimento naturale per chiunque sia dotato di un senso di umanità , ma è opportuno ricordare che questa situazione è stata determinata dal massacro del 7 di ottobre 2023, perpetrato da Hamas un’organizzazione terroristica che usa i civili come scudi umani a costo di sacrificare la propria stessa popolazione, che combatte da dentro le scuole e gli ospedali, che usa le ambulanze per trasportare i miliziani, che ha costruito centinaia di chilometri di tunnel sotto gli edifici civili della Striscia.
Ritengo che le iniziative tese a mettere in parallelo il genocidio degli ebrei compiuto dai nazisti e “la tragedia che oggi colpisce il popolo palestinese” possano solo portare a dare una visione non corretta della Storia .
Come si è espressa anche la Senatrice Liliana Segre in un intervento pubblicato sul Corriere della Sera"Nella drammatica situazione di Gaza non ricorre nessuno dei due caratteri tipici dei principali genocidi generalmente riconosciuti come tali — il Medz Yeghern degli armeni, l'Holodomor dei kulaki ucraini, la Shoah degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, la strage della borghesia cambogiana, lo sterminio dei tutsi in Ruanda”……. I caratteri tipici dei genocidi sono essenzialmente due, uno è la pianificazione della eliminazione, almeno nelle intenzioni completa, dell’etnia o del gruppo sociale oggetto della campagna genocidaria, l’altro è l’assenza di un rapporto funzionale con una guerra.
Pertanto in questo momento storico è opportuno che si facciano iniziative per mandare messaggi costruttivi, finalizzati a cercare punti di confronto e di contatto e non a dividere israeliani e palestinesi.
Il mio ricordo va al “Il pane per la Pace” iniziativa che si tenne nel 2005 anche a Busto Arsizio, voluta da Angelica Edna Calò Livnè e a Samar Sahar, rispettivamente un'israeliana e una palestinese, la cui amicizia era simbolo di una pace che sembrava lontana e invece esisteva nei cuori delle persone.
Infine mi domando: cosa avrebbe detto di questo parallelismo Angioletto Castiglioni, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti, custode del tempio civico, amico anche degli ebrei, del popolo israeliano e della nostra Associazione ?
Il 27 di gennaio nel mio piccolo ricorderò nella preghiera anche lui, con la speranza che tutti abbiano a far prevalere, come faceva Angioletto, il buon senso e finiscano questi rigurgiti di antisemitismo e di caccia agli ebrei.
Questa è la mia speranza affinché, come ha scritto anche il nostro Presidente nazionale della Federazione Italia Israele, Giuseppe Crimaldi, “…. arrivi finalmente il giorno in cui si celebrerà una pace vera tra Israele e i palestinesi, che si costruisca un futuro per le nuove generazioni di queste due popoli che troppo a lungo sono vissuti nel terrore, nell’odio e nel sangue.”.
Rossano Belloni
Presidente Associazione Italia Israele Varese-Alto Milanese




