Il “sipario” del Teatro Fratello Sole si è aperto su un Natale che non è rimasto confinato tra luci e decorazioni, ma ha trovato voce e riconoscimento nella premiazione della 33esima edizione del concorso dei presepi. Un momento solenne e insieme partecipato, in cui trentasette presepi, frutto di passione, manualità e riflessione, sono diventati protagonisti di un momento capace di unire fede, cultura e senso di comunità.
Il concorso, organizzato dal Lions Club Busto Arsizio Europa Cisalpino con il patrocinio del comune di Busto Arsizio, ha trovato nella cerimonia di oggi, domenica 18 gennaio, la sua naturale consacrazione, dopo settimane di esposizione al Battistero di San Giovanni dall’8 dicembre al 10 gennaio. Un’esposizione che ha attirato quasi cinquemila visitatori, comprese numerose classi delle scuole elementari e che ha stimolato una partecipazione attiva con circa duemila votazioni complessive.
Nella zona sottostante al teatro, alla presenza delle autorità cittadine (il vicesindaco Luca Folegani, l’assessore al bilancio Alessandro Albani), il presidente del Lions Club, Dario Tomasini, ha voluto sottolineare il valore collettivo dell’iniziativa, definendola un vero “concorso corale”. Uno dopo l’altro, i partecipanti sono stati chiamati, celebrati e premiati con una pergamena mentre scorrevano le immagini dei presepi, in un racconto visivo che ha restituito dignità e spazio a ogni singola opera. «È un concorso che richiama l’aspetto cristiano cattolico del Natale», ha ricordato Tomasini, rimarcando la forza simbolica di un linguaggio che attraversa il tempo.
Accanto a lui anche i soci Alessandro Russo e Miriam Arabini, ex assessore ai Servizi sociali, a conferma di un legame profondo tra associazionismo e istituzioni. Significativo anche l’intervento di monsignor Severino Pagani, che ha definito il concorso un evento centrale nel periodo natalizio, capace di ampliare gli orizzonti e di offrire un’occasione autentica per riscoprire il vero significato del Natale. Un richiamo forte all’importanza di coinvolgere sempre più i bambini, affinché il presepe resti uno strumento vivo di trasmissione di valori.
Il vicesindaco Folegani ha ribadito come il concorso rappresenti un classico per la città, un appuntamento che affonda le radici nella storia e nell’identità cristiana del territorio, auspicandone con convinzione la continuità negli anni futuri.
I riconoscimenti hanno premiato il talento e la sensibilità dei partecipanti. Nella categoria "Tradizionale" si sono distinti Gianluca Musazzi, Lidia Stroppi e Carlo Milani. La categoria "Creativi" ha visto emergere Maria Garavaglia, Letizia Lamia e Veronica Tronconi insieme a Laura Brogioli. Il premio della giuria popolare, sostenuto da circa quattrocento voti, è stato assegnato ad Antonio Spagnuolo, segno di un forte coinvolgimento emotivo del pubblico.
A rendere unico il concorso è stata, ancora una volta, la straordinaria varietà dei presepi presentati: opere realizzate con materiali di recupero, conchiglie, legno, tappi, chiavi, polistirolo riutilizzato, sassi, tronchi, acqua e sale. Presepi racchiusi in vasi di vetro, incorniciati, ricamati a punto croce o lavorati all’uncinetto, essenziali ma intensi, illuminati da luci nascoste nei cunicoli o pensati come presepi “aperti”, perché il messaggio del Natale sia accessibile a tutti.
La premiazione al Teatro Fratello Sole non è stata soltanto l’atto finale di un concorso, ma la celebrazione di una comunità che, attraverso il presepe, continua a raccontare se stessa, le proprie radici e la propria capacità di guardare al futuro senza perdere il senso più profondo del Natale.





