Busto Arsizio - 16 gennaio 2026, 18:20

Stop alla sosta gratis per le auto elettriche: «Serve una trasparenza informativa adeguata»

Dopo la decisione della giunta di Busto, riceviamo e pubblichiamo la lettera di un cittadino, che richiede una spiegazione «chiara e accessibile delle basi tecniche del provvedimento». Altrimenti, scrive, il rischio «è che una decisione complessa venga percepita come una risposta semplificata a un tema divisivo, piuttosto che come il risultato di un’analisi strutturata e misurabile»

Stop alla sosta gratis per le auto elettriche: «Serve una trasparenza informativa adeguata»

Dopo lo stop alla sosta gratuita per i veicoli elettrici nei parcheggi a pagamento deliberato questa settimana dalla giunta comunale di Busto (leggi qui), riceviamo e pubblichiamo la lettera di un cittadino.
«Decisioni che incidono sulla mobilità urbana e sulle politiche ambientali dovrebbero essere accompagnate da una trasparenza informativa adeguata», scrive il lettore. Il rischio, altrimenti, «è che una decisione complessa venga percepita come una risposta semplificata a un tema divisivo, piuttosto che come il risultato di un’analisi strutturata e misurabile».

Nei giorni scorsi il Comune di Busto Arsizio ha comunicato la revoca della sosta gratuita per i veicoli elettrici negli stalli a pagamento, agevolazione in vigore da oltre dieci anni e introdotta originariamente come incentivo alla mobilità a basse emissioni.
Al di là della legittimità amministrativa del provvedimento, ciò che desta perplessità è il modo in cui la decisione è stata motivata e comunicata, in assenza di analisi quantitative facilmente accessibili al pubblico.

In particolare, nelle comunicazioni diffuse si fa riferimento al numero di veicoli elettrici presenti come elemento critico. Tuttavia, tale dato non risulta essere stato contestualizzato rispetto al parco veicolare complessivo, né accompagnato da studi di impatto sulla reale saturazione degli stalli.
Secondo i dati ufficiali ISTAT più recenti, in Italia circolano circa 694 autovetture ogni 1000 abitanti, un valore tra i più elevati dell’Unione Europea. Applicando questo ordine di grandezza alla popolazione di Busto Arsizio (circa 84000-85000 residenti), si può stimare un parco veicolare complessivo dell’ordine di 58000-59000 autovetture.

In questo contesto, le circa 800 auto elettriche comunicate come riferimento rappresenterebbero una percentuale estremamente ridotta del totale, pari a poco più dell’1% del parco circolante stimato. Anche adottando ipotesi prudenziali e semplificate, il dato appare difficilmente compatibile con l’idea che tale quota possa costituire, da sola, una criticità strutturale per la gestione della sosta urbana.

A ciò si aggiunge l’assenza, ad oggi, di analisi pubbliche sul tasso di occupazione reale degli stalli attribuibile ai veicoli elettrici, confronti numerici con altre categorie di veicoli, valutazioni ambientali che colleghino la revoca dell’agevolazione agli obiettivi di qualità dell’aria, in una città che presenta criticità documentate in termini di PM10, PM2.5 e NO2.

Il punto non è contestare la scelta in sé, ma evidenziare come decisioni che incidono sulla mobilità urbana e sulle politiche ambientali dovrebbero essere accompagnate da una trasparenza informativa adeguata, soprattutto considerando che una parte significativa della cittadinanza non ha la possibilità di seguire direttamente le sedute di Giunta o i momenti decisionali istituzionali.

In assenza di una pubblicazione chiara e accessibile delle basi tecniche del provvedimento, il rischio è che una decisione complessa venga percepita come una risposta semplificata a un tema divisivo, piuttosto che come il risultato di un’analisi strutturata e misurabile.

Cordiali saluti,
Un cittadino "elettrico"
Lettera firmata

Redazione

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