“La legge approvata oggi in aula introduce nel quadro normativo lombardo le mie proposte sul tema strategico della mobilità transfrontaliera: una risultato importante per la Lombardia e particolarmente per i territori delle province di Varese, Como e Sondrio, dove la mobilità transfrontaliera rappresenta un volano di sviluppo sul piano economico, sociale ed ambientale, alla luce dei flussi quotidiani di pendolari tra la Lombardia e il Canton Ticino e dei frequenti disagi connessi alle code di auto in dogana”, dichiara il Consigliere Regionale Giuseppe Licata, componente della Commissione Traporti.
“Sul tema, le mie proposte, accolte e presenti nel testo della nuova norma, intervengono in vari ambiti: sugli obiettivi della legge 6/2012, introducendo la promozione di accordi e collaborazioni con i Cantoni Svizzeri e le altre Regioni e Province Autonome confinanti; sulle funzioni della Regione, prevedendo che promuova la costituzione di tavoli di concertazione con i Cantoni Svizzeri, le Regioni e le Province Autonome confinanti; ponendo inoltre le basi per realizzare un’armonizzazione tariffaria transfrontaliera e introducendo delle strategie di coordinamento tra i servizi di trasporto lombardi e i servizi ferroviari Svizzeri”, sottolinea Licata.
“Un primo passaggio importante se si considera che nel solo 2023 nei valichi stradali e autostradali delle zone di confine con il Canton Ticino delle province di Varese, Como e Sondrio sono transitati in media oltre 86.000 veicoli ogni giorno – precisa Licata – Con i miei emendamenti questa riforma potrà contribuire a costruire una mobilità realmente integrata e moderna, capace di rispondere alle esigenze di imprese e cittadini, di ridurre l’impatto del traffico transfrontaliero e di rilanciare l’attrattività del nostro territorio”.
“Una iniziativa che in Lombardia oggi va a colmare un vuoto normativo e che recepisce le sollecitazioni emerse nel corso delle audizioni di cui sono stato promotore – conclude Licata - con l’obiettivo di dare una risposta alle legittime istanze di mobilità dei lavoratori frontalieri, ma soprattutto un impulso allo sviluppo dell’economia transfrontaliera che caratterizza i territori di confine come quello lombardo”.




