Dopo oltre trent’anni, arriva la sentenza di primo grado sul delitto di Nada Cella, la segretaria di 25 anni uccisa il 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco a Chiavari. La Corte d’Assise di Genova ha condannato Anna Lucia Cecere a 24 anni di carcere, riconoscendola responsabile dell’omicidio. Per il commercialista, datore di lavoro della vittima, è arrivata una condanna a due anni di carcere.
Il presidente della Corte, Massimo Cusatti, ha letto il verdetto dopo una camera di consiglio durata sei ore, escludendo le aggravanti. La pm Gabriella Dotto aveva chiesto l’ergastolo per Cecere e quattro anni per Soracco. La Corte ha inoltre stabilito 90 giorni di tempo per la redazione delle motivazioni della sentenza.
Il delitto, rimasto irrisolto per decenni, era stato riaperto nel 2021 grazie alla revisione degli atti condotta dalla criminologa Antonella Delfino Pesce e dall’avvocata della famiglia Cella Sabrina Franzone. Secondo l’accusa, Cecere avrebbe ucciso la giovane per prendere il suo posto nello studio e per motivi sentimentali legati a Soracco, mentre la difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Roffo e Gabriella Martini, aveva contestato qualsiasi legame tra i due e negato motivazioni per eliminare la vittima.
All’uscita dall’aula, Silvia Cella, cugina della vittima, ha commentato: “Giustizia è fatta”, mentre Marco Soracco ha definito la sentenza “inaccettabile”, annunciando l’intenzione di presentare ricorso.
Il pronunciamento di oggi chiude un lungo capitolo della cronaca ligure, segnato da indagini complesse e processi che si sono protratti per decenni, restituendo finalmente una decisione definitiva su uno dei casi più discussi e controversi del territorio.




