Anche nel Natale 2025, come già avvenuto nel 2024, il centro storico di Busto Arsizio, nel perimetro del Distretto Urbano del Commercio, supera la soglia delle 500 mila presenze nel periodo dall’accensione dell’Albero fino all’Epifania, compreso tra il 22 novembre e il 6 gennaio.
Il confronto tra le due annualità restituisce un dato molto netto: i volumi complessivi risultano praticamente identici, confermando la solidità dell’attrattività del centro storico anche in un contesto profondamente cambiato.
Un risultato che assume un valore ancora più significativo se letto alla luce di un elemento di contesto rilevante: nel 2025 sono cresciuti gli eventi di grande richiamo anche al di fuori del centro storico, nei quartieri e nei rioni della città. Una scelta che ha contribuito a distribuire i flussi su un’area urbana più ampia, ma che non ha intaccato la capacità del centro di mantenere livelli di frequentazione molto elevati.
Nota metodologica
L’analisi è realizzata attraverso la piattaforma Analytics di Confcommercio provincia di Varese. Sono considerate le visite (presenze): una stessa persona può generare più visite nel periodo osservato. Sono esclusi lavoratori, minorenni e residenti nel punto di interesse. La permanenza minima considerata è di 40 minuti e l’analisi copre la fascia oraria 08:00–21:00, salvo diversa indicazione per gli approfondimenti tematici. L’area presa in considerazione è quella del Centro storico - DUC Busto Arsizio.
Il quadro generale: mezzo milione confermato
Nel periodo natalizio analizzato, il centro storico di Busto Arsizio registra 561.021 visite nel 2025, a fronte delle 565.986 del 2024. La variazione è pari a -4.965 visite, ovvero -0,9%: uno scostamento minimo, che consente di parlare di sostanziale stabilità dei volumi. Accanto a questo dato, emerge un segnale qualitativo importante: i visitatori unici aumentano, passando da 180.015 a 181.926, con una crescita pari a +1,1%. In altri termini, nel 2025 arrivano più persone, pur generando un numero di visite complessivamente simile.
Riepilogo numerico
Visite 2024: 565.986
Visite 2025: 561.021
Variazione assoluta: -4.965
Variazione percentuale: -0,9%
Visitatori unici 2024: 180.015
Visitatori unici 2025: 181.926
Variazione percentuale visitatori: +1,1%
I giorni della settimana: il sabato resta centrale
Per l’analisi dei flussi settimanali si è scelto un periodo più ristretto (22 novembre – 23 dicembre) e la fascia oraria 08:00–20:00, così da evitare che giornate con dinamiche anomale – in particolare 25 dicembre e 1° gennaio, tradizionalmente segnate dallo svuotamento dei centri cittadini – alterassero la lettura dei comportamenti ordinari.
All’interno di questo perimetro omogeneo, il sabato si conferma nettamente come la giornata più performante, concentrando il 20,1% delle presenze complessive. Seguono la domenica (15,2%), mentre i giorni feriali si collocano su valori più contenuti. I due picchi assoluti del periodo si registrano entrambi di sabato: 13 dicembre (17.735 presenze) e 20 dicembre (17.474), a conferma della centralità del weekend.
Il mercoledì risulta invece il giorno meno performante (10,5%), evidenziando una distanza marcata rispetto ai livelli di frequentazione del fine settimana. Nel complesso, l’analisi rafforza il ruolo del weekend – e del sabato in particolare – come principale driver delle presenze nel centro storico di Busto Arsizio.
La fascia serale 20:00-24:00: cresce l’attrattività del centro
Uno dei segnali più interessanti del confronto 2025 su 2024 riguarda la fascia oraria serale 20:00–24:00, che mostra una crescita netta delle presenze.
Nel dettaglio, le visite nella fascia serale passano da 92.614 nel 2024 a 99.842 nel 2025, con un incremento di +7.228 visite, pari a +7,8%. La quota sul totale cresce di conseguenza, segnalando un rafforzamento strutturale della frequentazione serale del centro storico. Un dato che trova una lettura coerente nel nuovo appeal dei locali del centro, in particolare bar e ristoranti, che negli ultimi anni hanno contribuito a rendere il cuore cittadino sempre più attrattivo anche nelle ore serali, ampliando le occasioni di fruizione oltre lo shopping tradizionale.
Riepilogo numerico – fascia 20:00–24:00
Visite 2024: 92.614
Visite 2025: 99.842
Variazione assoluta: +7.228
Variazione percentuale: +7,8%
Provenienze provinciali: un bacino ampio e consolidato
Il centro storico di Busto Arsizio conferma una forte capacità di attrazione sovracomunale, con flussi rilevanti sia dalla provincia di Varese sia dai territori limitrofi. Tra le provenienze provinciali si distinguono: Olgiate Olona: 23,9 mila presenze; Gallarate: 19,7 mila; Castellanza: 14,8 mila. Accanto a queste, emergono bacini extra-provinciali di rilievo: Legnano: 18,6 mila; Milano: 10,9 mila. Numeri che confermano il ruolo di Busto Arsizio come polo di riferimento intercomunale, capace di attrarre flussi ben oltre il bacino di prossimità.
Stranieri: boom di spagnoli e calo degli inglesi
Sul fronte internazionale, il confronto tra 2025 e 2024 restituisce una dinamica particolarmente significativa. Nel complesso, le presenze straniere crescono da 20.787 a 24.325, con un incremento pari a +17,0%. All’interno di questo quadro spicca il boom della Spagna, che passa da 1.380 a 3.219 visite, con un aumento di +1.839 e una variazione percentuale pari a +133,3%. Un’anomalia già osservata a livello provinciale, che si riflette con chiarezza anche sul centro storico di Busto Arsizio. Di segno opposto il dato del Regno Unito, che scende da 4.289 a 3.009 visite, con una diminuzione di -29,8%, perdendo la leadership tra le provenienze estere.
Riepilogo numerico – prime variazioni
Stranieri complessivi: +17,0%
Spagna: +133,3%
Regno Unito: -29,8%
Svizzera: +47,1%
Polonia: +31,0%
La piattaforma Analytics
La piattaforma Analytics di Confcommercio provincia di Varese consente di collegare in modo diretto i dati quantitativi con l’evoluzione qualitativa dei comportamenti di fruizione urbana.
La lettura integrata di volumi, provenienze, distribuzione temporale e permanenza permette di interpretare non solo quanto il centro storico venga frequentato, ma come e quando viene vissuto, offrendo una base solida e oggettiva per comprendere le trasformazioni in atto e supportare le future scelte di programmazione commerciale e urbana.
I commenti: una strategia che funziona
«Sono ovviamente molto soddisfatto dei risultati ottenuti dalle nostre proposte natalizie» commenta il sindaco di Busto Arsizio e presidente del Distretto Urbano del Commercio, Emanuele Antonelli, sottolineando come il programma messo in campo abbia confermato la città come punto di riferimento per un territorio molto ampio. Un risultato reso possibile, evidenzia, dal lavoro di una grande squadra coordinata dall’Amministrazione comunale, che ha coinvolto sponsor, commercianti e associazioni, con l’obiettivo di costruire un’offerta capace di intercettare tutte le fasce di pubblico.
«Un ringraziamento va anche ai tanti visitatori che hanno scelto Busto per fare shopping e trascorrere qualche ora piacevole nell’atmosfera natalizia - aggiunge -. La sfida ora è continuare su questa strada durante tutto l’anno e realizzare un programma natalizio all’altezza di questi risultati anche per il prossimo: siamo già al lavoro».
Per Matteo Sabba, assessore al Commercio, i dati confermano non solo la tenuta del centro storico, ma anche la sua evoluzione nel modo in cui viene vissuto. La stabilità delle presenze complessive, unita alla crescita dei visitatori unici e al forte incremento della frequentazione serale, racconta infatti «un centro che funziona come vera destinazione urbana, non solo commerciale ma anche sociale e relazionale».
Un obiettivo centrale del marketing territoriale, osserva Sabba, è quello di rendere il centro «un luogo desiderabile e riconoscibile, frequentato in diverse fasce orarie». In questo percorso, aggiunge, sicurezza urbana e marketing territoriale procedono insieme: «Un centro attrattivo è anche un centro percepito come sicuro, ordinato e presidiato».
Una lettura positiva arriva anche da Rudy Collini, presidente di Confcommercio Ascom Busto Arsizio e Medio Olona, che evidenzia come il mantenimento dei volumi rappresenti di per sé un risultato significativo, soprattutto «alla luce dell’enorme crescita registrata dodici mesi fa». L’obiettivo, spiega, era consolidare quel livello, e il dato conferma che «ci siamo riusciti».
Collini richiama inoltre il valore strategico della piattaforma Analytics, che «attraverso i numeri ci aiuta a capire come organizzare meglio il lavoro e a pianificare scelte strategiche con ricadute concrete anche per il commercio», ribadendo come il ruolo del Distretto del commercio sia determinante nel mettere a sistema pubblico e privato.
A completare il quadro è il commento di Sara Leoni, presidente del Comitato commercianti del centro cittadino, che invita a leggere i dati con realismo. Il mezzo milione di presenze, osserva, «certifica che gli eventi di qualità funzionano e sono in grado di intercettare un pubblico con buona capacità e propensione alla spesa», anche in un contesto sempre più competitivo. Allo stesso tempo, sottolinea come il Natale non sia stato semplice per molti negozi: «la contrazione dei consumi, la permacrisi, l’anticipazione degli acquisti legata al Black Friday e i pre-saldi online hanno modificato profondamente le dinamiche della spesa».
In questo scenario, conclude Leoni, «i dati sulle presenze rappresentano un indicatore positivo sul piano dell’attrattività urbana, che ha contribuito a sostenere una situazione economica complessa: la vera sfida ora è coordinare qualità dell’offerta, sostenibilità per i commercianti e un contesto macroeconomico che resta oggettivamente difficile».




