Valle Olona - 12 gennaio 2026, 15:30

Buoni mensa più cari, a Marnate esplode il confronto politico

Sul rincaro dei buoni pasto la minoranza attacca: «Ci avevano assicurato che la convenzione con Samarate avrebbe portato a risparmiare, ma ora emerge che le nostre critiche erano fondate. E a pagare saranno i genitori e la collettività», afferma Elisabetta Galli. Replica il sindaco Marco Scazzosi: «L’adeguamento delle tariffe è una conseguenza diretta e obbligata degli aggiornamenti ISTAT e del rinnovo del contratto nazionale di categoria. Toni polemici e lettura parziale dei fatti, con il rischio di disinformare i cittadini»

Buoni mensa più cari, a Marnate esplode il confronto politico

Il rincaro dei buoni mensa nelle scuole di Marnate riaccende il confronto politico tra maggioranza e opposizione. Al centro della polemica l’aumento del costo del pasto scolastico dopo la convenzione con il Comune di Samarate per l’utilizzo del centro cottura e l’affidamento del servizio alla ditta Dussmann Service.

A sollevare il caso è il gruppo di minoranza “Qui per Esserci”, guidato dall’ex sindaco e capogruppo Elisabetta Galli, che parla di un aumento già previsto e segnalato in sede consiliare. «Ci avevano assicurato che la convenzione con Samarate avrebbe portato a risparmiare, ma ora emerge che le nostre critiche erano fondate. E a pagare saranno i genitori e la collettività», afferma Galli.

Nel dettaglio, secondo l’opposizione, il costo del buono pasto per le famiglie è passato «da 5,66 euro a 6,17 euro, con un aumento di 51 centesimi a pasto», a cui si aggiunge «una quota di 35 centesimi più Iva coperta dal Comune e quindi a carico di tutti i contribuenti marnatesi».

Galli contesta anche le motivazioni fornite dalla maggioranza: «L’aumento non è dovuto ad adeguamenti Istat - puntualizza - ma al costo maggiorato del prezzo unitario e alle royalties che Marnate paga a Samarate per l’uso del centro cottura, costi che nel precedente contratto erano già compresi». L’ex sindaco richiama inoltre il voto contrario espresso in Consiglio comunale il 27 marzo 2025: «Avevamo sollevato criticità e chiesto una gara autonoma. Ci avevano garantito convenienza economica e qualitativa, ma non ne siamo mai stati convinti».

Alle accuse replica con fermezza l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Scazzosi e dalla maggioranza Siamo Marnate e Nizzolina, che parla di «toni polemici e lettura parziale dei fatti, con il rischio di disinformare i cittadini». In una nota ufficiale, il sindaco chiarisce che «l’adeguamento delle tariffe è una conseguenza diretta e obbligata degli aggiornamenti ISTAT e del rinnovo del contratto nazionale di categoria», sottolineando che «fino alla nuova gara tali costi sono stati sostenuti dal bilancio comunale per evitare ricadute sulle famiglie».

Scazzosi difende la scelta della gara aggregata con Samarate: «È stata impostata per aumentare il numero dei pasti e ridurre il costo unitario. Marnate, con circa 42mila pasti annui, da sola non avrebbe garantito un’adeguata concorrenza». Centrale, secondo la maggioranza, anche l’aspetto qualitativo: «La qualità del cibo è sensibilmente migliorata e non si registrano lamentele da parte delle famiglie». Inoltre, evidenzia il sindaco, «senza il centro cottura comunale di Samarate i costi sarebbero stati trasferiti integralmente sulle famiglie, con un aggravio ben più pesante».

L'AFFONDO DI QUI PER ESSERCI

«Cari concittadini, torniamo su questi schermi dopo mesi di silenzio sui social, ma non di pausa per il nostro lavoro di opposizione costruttiva che è proseguito assiduamente come sempre e come comunicato a chi di voi ci ha chiesto informazioni e sui giornali. Torniamo per fare chiarezza su una questione che pareva essere passata in sordina tra una festività e l'altra, ma che grazie a noi è emersa in questi giorni: L’AUMENTO DEL COSTO DEI BUONI PASTO PER LA MENSA SCOLASTICA.

Vorremmo dire che si tratta di una sorpresa, ma in realtà non lo è stata dal momento che già nel Consiglio Comunale del 27 marzo 2025, quando si è discusso della nuova convenzione per il servizio mensa con Samarate, avevamo segnalato con fermezza che ci sarebbe stato un rincaro. Era già evidente allora e per questo avevamo votato contro la decisione presa dall'Amministrazione, da cui avevamo ricevuto rassicurazioni che il nostro Comune ne avrebbe anzi beneficiato risparmiando.

Alla prova dei fatti invece si è verificato proprio quello che avevamo segnalato, a discapito delle famiglie e dei cittadini su cui ricadrà questo aumento.

Molto sinteticamente in concreto: si è passati da 5,66 € a 6,17 € a buono pasto, a carico del singolo utente (51 centesimi in più a pasto rispetto al costo del vecchio servizio a carico di ciascuna famiglia)

+ 0,35 € + iva per ogni buono pasto, a carico di tutti i cittadini, ciò in quanto l’amministrazione ha deciso di porre a carico della comunità la percentuale dovuta al comune di Samarate, per ogni pasto (per un tot. approssimativo a carico di tutti i cittadini pari a circa 95.000 €, per tutta la durata del servizio - 5 anni e 6 mesi)

La maggioranza e l’altro gruppo di opposizione tentano di giustificare l’aumento, come adeguamento Istat previsto per legge: da dove risulta tutto ciò? A quanto ammonterebbe tale presunto aumento Istat? Su quale base si applicherebbe detto aumento?

E comunque, se di adeguamento istat si può e vuole parlare, si tratterebbe di un ulteriore aumento che andrebbe ad aggiungersi a quelli da noi elencati. Con la differenza che i numeri da noi indicati risultano da tutti i documenti ufficiali consultabili pubblicamente.

Per noi fare politica significa essere al servizio del vero e del reale interesse dei cittadini e batterci perché tutto venga deciso in questo senso.

Prendiamo le distanze quindi da chi anziché rispettare il proprio ruolo si rifugia in frasi fatte e qualunquiste (peraltro etichettando in maniera totalmente fuorviante le nostre affermazioni come appartenenti a correnti politiche e/o altro o addirittura fonte di disinformazione). Quello che crea realmente disinformazione è non dare informazioni chiare o annacquare la realtà andando contro l'interesse della comunità!

Noi continuiamo a vigilare e a monitorare, con puntualità ed attenzione e accettiamo sempre consigli su come approfondire e migliorare il nostro lavoro. Per tale ragione invitiamo tutti a prendere contatto con noi ove interessati».

LA REPLICA DI SIAMO MARNATE E NIZZOLINA

«L’opposizione “Qui per esserci” continua a intervenire sul tema delle tariffe della mensa scolastica con toni polemici e una lettura parziale dei fatti, rischiando così di disinformare i cittadini.

L’adeguamento delle tariffe è una conseguenza diretta e obbligata degli aggiornamenti ISTAT e del rinnovo del contratto nazionale di categoria. Fino all’espletamento della nuova gara, tali costi sono stati sostenuti interamente dal bilancio comunale per evitare che ricadessero sulle famiglie: un dettaglio che l’opposizione sceglie deliberatamente di non evidenziare.

La gara è stata impostata in forma aggregata con il Comune di Samarate proprio per aumentare il numero dei pasti e ridurre il costo unitario. Marnate, con circa 42.000 pasti annui, non avrebbe potuto garantire da sola un’adeguata concorrenza, come dimostrato dalla precedente procedura che vide la partecipazione di un solo operatore. Parlare oggi di alternative senza considerare questo dato è semplicemente poco serio.

La scelta di Samarate è stata determinata anche dalla disponibilità di un centro cottura comunale con standard elevati, manutenzione programmata e pieno controllo pubblico. Questo ha permesso di eliminare le criticità logistiche che in passato avevano generato disservizi e polemiche; le stesse criticità che oggi l’opposizione sembra voler dimenticare.

Parallelamente all’aspetto economico, i riscontri qualitativi confermano la validità del percorso intrapreso: la qualità del cibo è sensibilmente migliorata e, a oggi, non si registrano lamentele da parte degli utenti o delle famiglie. Questo dimostra che l’efficienza gestionale è andata di pari passo con un servizio di eccellenza per i nostri ragazzi.

In assenza del centro cottura comunale, i costi sarebbero stati trasferiti integralmente sulle famiglie. È quindi evidente che le decisioni assunte hanno evitato un aggravio ben più pesante sulle tariffe.

L’Amministrazione interviene inoltre con forza per contenere le rette della scuola materna e dell’asilo nido e per tutelare le famiglie con ISEE più basso. Nello specifico, per quanto riguarda la refezione scolastica delle fasce più fragili, il Comune versa per ogni singolo pranzo un contributo di 3,35 euro, lasciando a carico della famiglia solo la quota di 2,82 euro. Mettere in discussione questi interventi significa, di fatto, negare il ruolo sociale del Comune.

I dati economici confermano la correttezza delle scelte: il servizio di pasti a domicilio costava 7 euro, mentre con la nuova gara il costo è sceso a 6,52 euro (tenendo conto delle differenze aliquota IVA tra mensa scolastica e pranzo a domicilio). Su questo punto l’opposizione continua a tacere, forse perché i numeri non si prestano alla propaganda.

Il confronto politico è legittimo, ma la distorsione dei fatti non lo è. Noi continuiamo ad amministrare con responsabilità e trasparenza. L’opposizione, se vuole essere credibile, dovrebbe iniziare a fare lo stesso».

Alessio Murace

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