Nuovo condominio in via Borroni, ai dubbi e alle preoccupazioni di un cittadino che abita nelle vicinanze risponde il vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Luca Folegani. L’antefatto: nell’area oggi inutilizzata che si trova tra via Pozzi, piazza Vittorio Emanuele II e la citata via Borroni dovrebbe sorgere un immobile a scopo residenziale. Appartamenti di pregio, già rintracciabili sui siti di settore, ricavati in un palazzo di sei piani. Troppi, secondo il residente: la costruzione stonerebbe con il contesto, risulterebbe invadente rispetto a edifici storici (innanzitutto i dirimpettai palazzo Marliani Cicogna e carceri austriache, in procinto di accogliere l’ampliamento della biblioteca) e avrebbe conseguenze negative sulla stessa via Borroni, appena rimessa a nuovo (vedi QUI).
«Chi ha scritto al Comune – chiarisce Folegani, precisando che intende rispondere anche al singolo cittadino – dimostra di avere compreso gli sforzi che si compiono per valorizzare la città e offre un innegabile spunto di riflessione. Ma mi sento di rassicurare: il progetto del nuovo condominio non è così impattante. Parliamo di un’altezza simile a quella del palazzo che si trova, nella direzione opposta alla piazza, tra via Zappellini e via Culin. Non è una torre destinata a soffocare ciò che ha intorno. Inoltre è edilizia di livello. Nel complesso non mi pare che la novità possa deturpare la zona. Anzi, quando ho visto il masterplan ho pensato che si trattasse di qualcosa di nuovo e di bello».
A questo punto l’assessore ricorda natura e limiti dell’azione che la Pubblica amministrazione deve svolgere: «Siamo chiamati a essere vigili, a controllare la regolarità delle procedure, a verificare la coerenza con il Piano di Governo del territorio. Lo stesso pronunciamento della Commissione Paesaggio non è vincolante».
Al di là di leggi e prassi, il vicesindaco vede nel nuovo condominio un’occasione: «Da quanto tempo quel punto è vuoto o fatiscente? Nel complesso trovo che il progetto sia un’opportunità. Un pezzo di città vicinissimo al centro si rinnova. E ci sono ulteriori elementi positivi da tenere in considerazione. Per esempio il fatto che l’impresa è straniera. Una dimostrazione, insieme ad altre, che Busto piace, che è appetibile, attrattiva. E che il centro si muove».




