Biciclette, assorbenti femminili, copertoni, un frigo, profilattici, contenitori in plastica, bottiglie e lattine, paglia, scarpe, ramaglie, sacchi di ogni genere: si fa prima a dire che cosa non c’è, in via Baraggioli (non molto lontano da Pime, Liceo Scientifico, Palabisterzo), che a fare il censimento di quello che si può vedere ai margini della carreggiata e nei primi metri dei terreni attraversati dalla strada.
Non tutta la via è assediata dall’inciviltà. Ma nel tratto amato dai pattumeros si vede e rivede lo stesso film (in passato sono intervenuti, includendo nelle loro considerazioni anche viale Gabardi, l’assessore Matteo Sabba e il consigliere Orazio Tallarida, vedi QUI).
«L’ultima pulizia – provava a ricostruire un passante abituale, tra brina a brutture, nella mattinata di oggi, 10 gennaio – sarà stata un paio di mesi fa. Ma, come si vede, in poco tempo torna tutto come prima. Qui si trovano bene giusto i topi. Ce n’è un mucchio».
Sacchetti colmi di spazzatura vengono, con ogni evidenza, lanciati direttamente dalle auto. Spesso restano impigliati alla vegetazione, rimangono appesi, magari bucati, ai rami, si rompono o deteriorano al contatto col suolo. In altri casi, carichi più impegnativi hanno l’aria di essere stati trasportati con mezzi parcheggiati a bordo strada.
Nello scorso novembre, durante un Consiglio comunale, il sindaco, Emanuele Antonelli, comunicò che nel mese precedente una nuova telecamera aveva permesso ben 27 procedure di accertamento verso responsabili di scarichi abusivi e insozzamenti vari in città. Via Baraggioli potrebbe essere (ammesso che non lo sia già stata) un interessante punto di osservazione.