Scuola - 08 gennaio 2026, 08:26

Borsano saluta la sua maestra: addio a Vittoria Barbaglia, educatrice di generazioni

Per decenni ha formato intere generazioni con passione, rigore e umanità. Figura simbolo della scuola di una volta, è stata un punto di riferimento morale e culturale per l’intera comunità

Borsano saluta la sua maestra: addio a Vittoria Barbaglia, educatrice di generazioni

Borsano perde una delle sue colonne morali, una donna che ha attraversato il tempo lasciando un segno profondo e indelebile nella memoria collettiva del quartiere. Si è spenta a 97 anni Vittoria Barbaglia, vedova Pizzoli, storica maestra elementare che per decenni ha rappresentato molto più di un’insegnante: è stata un’istituzione, un riferimento, un simbolo autentico della scuola di una volta.

Per intere generazioni di bambini di Borsano, il suo nome coincideva con l’idea stessa di educazione. Entrare in classe con la maestra Barbaglia significava imparare a leggere e a scrivere, ma soprattutto imparare a stare al mondo. Con fermezza e dolcezza, con rigore e umanità, ha formato non solo studenti, ma cittadini, trasmettendo valori che hanno resistito al passare degli anni.

Era una di quelle “vecchie maestre” che non avevano bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare, che insegnavano con lo sguardo, con l’esempio, con una dedizione totale alla missione educativa. La scuola non era per lei un lavoro, ma una vocazione. Ogni bambino era seguito, conosciuto, valorizzato. Nessuno restava indietro. In un’epoca in cui l’insegnamento era anche sacrificio, Vittoria Barbaglia ha incarnato la passione autentica per la formazione, quella che nasce dal cuore e resta per sempre.

Il suo ricordo vive oggi nei racconti di chi, ormai adulto, continua a definirla “la mia maestra”, con un rispetto che non si è mai spento. Vive nelle calligrafie corrette con pazienza, nei quaderni ordinati, nelle prime poesie imparate a memoria, nelle regole apprese con severità giusta. Vive soprattutto nel senso di appartenenza che ha contribuito a costruire in una comunità intera.

A darne il triste annuncio sono le figlie Anna ed Armanda, che hanno condiviso con lei una lunga vita segnata dall’impegno, dalla coerenza e dall’amore per gli altri. I funerali si svolgeranno giovedì 8 gennaio alle 14 nella chiesa parrocchiale di Borsano. Il Rosario sarà recitato alle 13.45, sempre in chiesa, prima delle esequie. 

La cara Vittoria riposa ora nell’abitazione di via Domodossola 9, a Busto Arsizio, luogo che in queste ore raccoglie il silenzioso saluto di chi le ha voluto bene.

Con la scomparsa di Vittoria Barbaglia, Borsano perde un pezzo della propria anima. Ma il suo insegnamento, quello vero, non muore: continua a camminare nelle vite che ha toccato, nelle coscienze che ha formato, nel rispetto che ancora oggi il suo nome suscita.

Perché certe maestre non se ne vanno mai davvero. Rimangono.

Laura Vignati

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