Salute - 08 gennaio 2026, 16:13

Tredicenne campano salvato dagli ospedali varesini

Il ragazzo era affetto da un tumore vascolare aggressivo che occupava le fosse nasali e si estendeva all’orbita, alla fossa infratemporale e alla base cranica. In pericolo di vita, è stato sottoposto in urgenza a una procedura di angiografia presso l’Ospedale Del Ponte dal team di Neuroradiologia, seguita da un complesso intervento chirurgico all’Ospedale di Circolo eseguito dall’équipe di Otorinolaringoiatria diretta dal professor Maurizio Bignami

Tredicenne campano salvato dagli ospedali varesini

L’Otorinolaringoiatria di Varese, diretta dal professor Maurizio Bignami, si conferma centro di riferimento nazionale per il trattamento dei tumori del basicranio, anche in età pediatrica, grazie a un modello clinico-assistenziale fondato su competenze chirurgiche altamente specialistiche, innovazione tecnologica e integrazione multidisciplinare.

A confermare questo ruolo di eccellenza, maturato in particolare nell’ambito della chirurgia endoscopica dei tumori sino-nasali e della base cranica, sono i recenti casi di pazienti trasferiti da diverse regioni italiane, attratti dalla possibilità di accedere a trattamenti chirurgici complessi in un centro ad alta specializzazione. Tra questi ha suscitato particolare attenzione, anche mediatica, il caso di un tredicenne proveniente dalla Campania, giunto a Varese in condizioni di estrema urgenza.

Il trasferimento del giovane paziente è stato possibile grazie a un articolato coordinamento interistituzionale tra le Prefetture coinvolte e all’impiego di un volo dell’Aeronautica Militare, con a bordo un’équipe anestesiologica dedicata. La stessa organizzazione aveva consentito, nei giorni precedenti, il rientro a Napoli di una neonata sottoposta a un complesso intervento chirurgico per la rimozione di un meningoencefalocele da parte della medesima équipe specialistica varesina, a testimonianza della continuità del percorso assistenziale.

Il ragazzo presentava un tumore vascolare occupante le fosse nasali, con estensione all’orbita, alla fossa infratemporale e alle fosse craniche anteriore e media, caratterizzato da una crescita rapida. La massa aveva causato una grave epistassi, con rischio imminente per la vita. Trasportato d’urgenza all’Ospedale Del Ponte il 23 dicembre, il paziente è stato immediatamente sottoposto, presso la sala angiografica neuroradiologica dell’Ospedale di Circolo, a una procedura di angiografia con embolizzazione selettiva dei vasi afferenti alla lesione. L’intervento è stato eseguito dal team di Neuroradiologia, diretto dal dottor Andrea Giorgianni, affiancato dal dottor Francesco Alberto Vizzari, rappresentando un passaggio cruciale per la stabilizzazione clinica e la successiva pianificazione chirurgica.

Il giorno successivo, nelle sale operatorie dell’Ospedale di Circolo, il professor Maurizio Bignami – docente anche presso l’Università dell’Insubria – ha guidato l’équipe chirurgica nell’intervento di resezione della massa, affiancato dal dottor Luca Volpi e dalla dottoressa Francesca De Bernardi, responsabile dell’Otorinolaringoiatria pediatrica, con il supporto degli anestesisti pediatrici coordinati dal dottor Andrea Luigi Ambrosoli.

L’intervento, di elevata complessità tecnica, è stato eseguito mediante approccio endoscopico endonasale – tecnica di cui la Scuola Varesina rappresenta oggi uno dei principali riferimenti a livello nazionale – con successiva asportazione completa per via orale.

Al termine della procedura, il paziente è stato ricoverato presso la Terapia Intensiva Pediatrica dell’Ospedale Del Ponte, dove ha proseguito il decorso post-operatorio fino ad oggi, quando è stato dimesso dalla Terapia Intensiva e trasferito nel reparto di Chirurgia Pediatrica, diretto dal dottor Valerio Gentilino.

«La chirurgia del basicranio – sottolinea il professor Maurizio Bignami – richiede non solo un’elevata specializzazione tecnica, ma anche una visione organizzativa e culturale condivisa. Il risultato nasce dall’integrazione di competenze diverse, coordinate all’interno di un progetto clinico unitario. È questo approccio che ci consente di affrontare casi estremamente complessi, anche in urgenza e in età pediatrica, offrendo ai pazienti percorsi di cura avanzati, sicuri e realmente personalizzati».

«Desidero ringraziare personalmente tutti i miei collaboratori – aggiunge il professor Bignami – senza i quali non sarebbe possibile realizzare queste procedure, che non si esauriscono nell’atto chirurgico ma proseguono con accertamenti e medicazioni personalizzate per ciascun paziente. Ringrazio inoltre il dottor Andrea Luigi Ambrosoli, responsabile dell’Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Del Ponte, con i suoi collaboratori; il dottor Alessandro Bacuzzi, responsabile dell’Anestesia e della Gestione dei Blocchi Operatori dell’Ospedale di Circolo, con il suo team; la coordinatrice del Blocco Operatorio dell’Ospedale di Circolo, dottoressa Maria Rita Ruzi, e il personale infermieristico dedicato al Dipartimento di Neuroscienze; il dottor Andrea Giorgianni, responsabile della Neuroradiologia dell’Ospedale di Circolo; il professor Massimo Agosti, direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Ospedale Del Ponte; il dottor Valerio Gentilino, direttore della Chirurgia Pediatrica; il direttore sanitario di ASST Sette Laghi, Adelina Salzillo; la Direzione Medica varesina, diretta dal dottor Antonio Triarico, con la referente per l’Ospedale Del Ponte, dottoressa Libassi.

Infine, ringrazio i colleghi dell’Ospedale Santobono di Napoli – il dottor Malafonte, la dottoressa Della Volpe e il dottor Varricchio – per aver coordinato il trasferimento attraverso le Prefetture e l’Aeronautica Militare Italiana. Un grande lavoro di squadra».

Redazione

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