Claudio Cirignano, segretario cittadino della Lega olgiatese, esprime il suo punto di vista sulla tragedia di Crans-Montana, lanciando un appello alle istituzioni, alla politica e ai genitori per rafforzare la cultura della sicurezza tra i giovani.
Nelle sue dichiarazioni, Cirignano sottolinea come prevenzione e formazione pratica siano fondamentali per evitare che episodi simili si ripetano.
«Come segretario cittadino della Lega, lancio un appello duro e diretto alle istituzioni, alla politica tutta e, soprattutto, ai genitori. La tragedia di Crans-Montana ha scosso le coscienze di tutti, ma non può e non deve restare l’ennesimo fatto di cronaca destinato a essere dimenticato.
Siamo di fronte a una tragedia che, come troppe altre, si poteva evitare. Ed è proprio questo che fa più male. Quanto è accaduto chiama in causa una responsabilità collettiva e una mancanza grave: l’assenza di una vera cultura della sicurezza tra i giovani.
Nei locali affollati, nelle feste, nei momenti di euforia, manca il pensiero della prevenzione. Manca la lucidità necessaria per capire come comportarsi quando qualcosa va storto. I nostri ragazzi conoscono la teoria, ma non la pratica. Non sanno come reagiscono materiali comuni come plastica, legno, gomma, tappeti o tende in caso di incendio. Non sanno usare un estintore, non controllano le vie di fuga, non sanno se una porta di emergenza si apre verso l’interno o verso l’esterno. E questo, oggi, è inaccettabile.
La domanda è politica prima ancora che educativa: le istituzioni stanno facendo abbastanza? Le scuole hanno abbastanza contributi per affrontare questo tema e per prepararsi a insegnare la sicurezza come valore fondamentale della vita? O continuiamo a sperare che non succeda nulla?
Non possiamo limitarci a piangere i morti. Dobbiamo prevenire. Serve un cambio di passo deciso: corsi obbligatori di sicurezza nei locali chiusi, formazione pratica per i giovani, investimenti seri sulla prevenzione. La sicurezza non può essere lasciata al buon senso o al caso.
E poi basta poco, ma deve essere un “attento” costante. La sicurezza funziona solo se diventa un riflesso automatico. Proprio come accade nei corsi di paracadutismo: i movimenti per aprire il paracadute di emergenza vengono ripetuti allo sfinimento, al punto che il paracadutista li esegue mentalmente anche mentre mangia. Perché in emergenza non c’è tempo di pensare: o sei preparato, o è troppo tardi.
È qui che politica, istituzioni e famiglie devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Così come si accompagna un figlio a fare sport o attività artistiche, bisogna accompagnarlo a conoscere i rischi e a saperli affrontare. Perché la sicurezza non è un optional, è un dovere morale.
Questo è un appello a chi governa, a chi legifera e a chi ha il potere di agire: non aspettate la prossima tragedia. Preparare il futuro significa formare giovani responsabili di sé stessi, della propria vita e di quella degli altri.
E ai genitori resta il compito più semplice e più difficile insieme. Una frase che non deve mai mancare, semplice, forse banale, ma vitale: “Stai attento”».




