Graditissimo ritorno alla Narrazione Bustocca, di mamma Paola che attraverso la figlia, Enrica Graziella Puricelli, ci invia le sue memorabili esperienze, gratificate da un eloquio gioioso, espansivo e Culturale - me lo fa notare Giusepènche con me, apprendiamo quel "pezzo di Storia" che ci manda questa meravigliosa Donna, che quest'anno arriva a 89 anni - ti vogliamo bene, mamma Paola, "un basèn cunt'ul coei in man" (un bacio immenso, con il cuore in mano).
Cominciamo: "Hui, tusa, vegn chi a tiò a cò'l co …a cuntoghi al fioeu dul Campascieu, chèl ca ghea al tempu da guera e mèn a gheu set'an e'l me Natòl l'ea fei da mandariti e n'a pupola ca l'a ma cusì a me moma Teresa, cunt'àa soca dul vistì" (ragazza mia, vienimi vicino e vedi di ragionare, devo raccontare al figlio del Campascieu (io), quanto c'era in tempi di guerra, al mio Natale, vissuto solo con mandarini e arance e una bambola che mi ha cucito la mia mamma Teresa, ricavata dalla sottana del vestito). - all'epoca "s'a tegnea dacontu tuscossi, e i pèl dì mandariti s'à metèan su a stua a brusò; e a me moma, l'à disea …"chi l'u misua l'u dua" (si risparmiava su tutto e le bucce dei mandarini si mettevano sulla stufa, a bruciare, affinchè ci facevano sentire il sapore del frutto e mia mamma continuava a dire che "chi misura quel che fa, perdura nel tempo").
"al dì, d'in coeu, butan tuscossi e i toan tuta fufoia" (al giorno d'oggi, c'è lo spreco e si acquistano cose di poco pregio) - "in coeu t'è curu tut'ul dì" (e lo dice alla figlia Graziella) "teme a serva dul Ciacon" (oggi hai corso tutto il giorno, come la serva del Ciacon che era un ricco signore e lei, la serva, aveva un piglio "radegò" indaffarato e, ogni faccenda che portava a termine era sempre frutto di …. attenzione al Lavoro, quasi morbosa).
Mamma Paola ride divertita, tanto che, Giusepèn, nel leggere le sue dichiarazioni, sbotta con un "l'è da coei a moma Paola" (espressione che denota un ottimo comportamento - col cuore si produce amore) - E arriviamo a una chicca che volutamente pubblico ora (e ciascuno provi a ricordare come ha iniziato questo 2026) - "ul prim du ann, i dòn àn da ide, par prim 'n oman e i oman àn da ide par prima 'na dona, pa eghi 'n ann da furtuna" (a Capodanno, le donne,uscendo da casa, devono incontrare un uomo e, ovviamente, gli uomini, sempre fuori casa, devono incontrare una donna, per avere tutti un anno di fortune).
Giusepèn "al ridi" (ride) e catechizza "na oelta l'ea inscì e guaia a fa non u inventari" (una volta era così e guai a non effettuare una verifica). Poi, l'anno scorreva e tutto si appianava.
Ne approfitto per formulare ancora una volta, i migliori Auguri di Lieto 2026 a Giusepèn, a mamma Paola con Graziella e l'intera loro Famiglia, ma pure a tutti i Lettori, chiamati a testimoniare la fedeltà al Dialetto Bustocco da strada che mamma Paola ricorda benissimo. "chiscì s'à oei ben a Busti" (qui, si ama Busto Arsizio) - Augurissimi a tutti i Lettori! Sereno 2026!




