Cronaca - 06 gennaio 2026, 21:40

L’ultimo accordo di Raimondo Campisi: Busto saluta il maestro che trasformava la vita in musica

Dalle feste in via Concordia ai palcoscenici mondiali. Il ricordo di Paola Magugliani: «Rappresentava la passione per la musica». Alberto Lodoletti: «Maestro e persona a dir poco eccezionale». Era nato in Egitto nel 1947, domani l’ultimo saluto alla "Fondazione per musicisti Giuseppe Verdi" a Milano

Raimondo Campisi

Raimondo Campisi

Busto Arsizio si stringe nel cordoglio per la scomparsa di Raimondo Campisi, pianista di fama internazionale e figura di altissimo rilievo artistico, da lungo tempo legato in modo profondo alla nostra città. Il maestro si è spento all’età di 78 anni a Milano, all’interno di Casa Verdi, la storica residenza per musicisti dove risiedeva da alcuni anni.

Nato nel 1947 a Eliopoli, in Egitto, nei pressi de Il Cairo, e diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Campisi ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo con oltre duemila concerti all’attivo. La sua carriera, che lo ha visto spaziare con estrema naturalezza dal repertorio classico di Chopin fino alle radici del jazz anni Sessanta e Settanta, ha lasciato un segno indelebile a Busto Arsizio, dove per anni è stato un punto di riferimento non solo artistico ma anche umano.

Particolarmente toccante è il ricordo di Paola Magugliani, ex assessore cittadina e amica di lunga data del pianista, che rievoca gli anni passati nella nostra città. «Abitava in una villa in via Concordia, di fianco alla vecchia Sip - racconta Magugliani - C'erano grandi feste in quella villa sempre aperta agli amici, e lui intratteneva suonando. Successivamente si è trasferito in una villa a Castellanza».

L’ex assessore descrive un legame che andava ben oltre la semplice conoscenza: «Ho conosciuto Raimondo benissimo, frequentava casa nostra insieme alla sua ex moglie Adriana ed era molto amico dei miei genitori. Ho iniziato a suonare il pianoforte proprio perché lui mi ha trasmesso questo amore. Rappresentava la passione per la musica, era una persona molto particolare, estroversa e originale. Amava la bella vita, aveva una barca in Costa Azzurra ed è sempre stato un giramondo. Una gran bella persona».

Parole di stima arrivano anche dal musicista marnatese Alberto Lodoletti, che ha voluto affidare ai social un ultimo pensiero per il collega: «Oggi è mancato il grande Raimondo Campisi, maestro e persona a dir poco eccezionale. Provo una tristezza infinita, ma sono felice di averlo conosciuto e di aver passato con lui momenti memorabili. Ciao Ray».

La carriera artistica di Campisi era iniziata sotto l'ala di grandi maestri come Alberto Mozzati e affondava le radici in una dinastia di musicisti che arrivava fino alla prima dell’Aida al Cairo nel 1871. Nonostante il successo mondiale e i numerosi premi internazionali — tra cui il primo posto al concorso Ettore Pozzoli di Seregno — il maestro non aveva mai perso la sua verve e il desiderio di comunicare attraverso i tasti bianchi e neri, anche nei momenti di difficoltà fisica, intrattenendo persino i pazienti durante i suoi ricoveri.

Il funerale avrà luogo domani, mercoledì 7 gennaio alle 15 nella cappella della casa di riposo per musicisti "Fondazione Giuseppe Verdi" in piazza Michelangelo Buonarroti a Milano. Al termine delle esequie, si proseguirà per la casa funeraria "Le Origini Mismirigo" di Busto Arsizio.

Giovanni Ferrario

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