Come ogni 6 gennaio, la tradizione si rinnova. Il presepe vivente itinerante, storica iniziativa che ogni anno attraversa un rione diverso della città o dei comuni limitrofi, per questo 2026 fa tappa nella parrocchia di Borsano. A guidare la macchina organizzativa è ancora una volta il Club Boschessa, che da quasi mezzo secolo è fautore dell'iniziativa, e Giorgio Guarniero, ex presidente dell'associazione e anima di una manifestazione che affonda le sue radici alla fine degli anni Settanta.
L’appuntamento è fissato per il primo pomeriggio dell’Epifania, con partenza prevista verso le 14.30. «Partiremo dall'oratorio di Borsano» spiega Guarniero, delineando un percorso che toccherà i punti nevralgici del centro del quartiere. Dopo la partenza, il corteo farà tappa nella chiesa parrocchiale per il tradizionale bacio del Bambinello, per poi concludersi ancora all’oratorio.
Rispetto alle edizioni monumentali del passato, la filosofia dell'evento è cambiata, diventando più intima e gestibile. «Inizialmente pensavamo di disporre i vari quadri, dall'Annunciazione al sogno di Giuseppe, lungo tutto il percorso» racconta il promotore. «Tuttavia, viste le temperature basse e la presenza di molti bambini, abbiamo preferito allestire la maggior parte delle scene proprio davanti all'ingresso dell'oratorio, nella zona di via D'Aquino».
Anche i numeri si sono adattati ai tempi, passando dai trecento figuranti di un tempo a una rappresentanza più contenuta ma molto sentita. «Oggi siamo circa una novantina di persone» precisa Guarniero. «Fare grandi numeri non è più né auspicabile né realizzabile. Da molti anni abbiamo scelto di puntare sulla dimensione comunitaria. Il presepe, per noi, si identifica nella famiglia: è un'occasione per stare insieme tra nuclei familiari diversi, per conoscersi e condividere una giornata».

La storia di questo presepe vivente è lunga quasi mezzo secolo. Tutto ebbe inizio tra il 1978 e il 1979 proprio alla Boschessa, nel quartiere di Sant'Edoardo, per poi diventare una realtà itinerante capace di toccare il centro di Busto, i diversi quartieri ma anche di sconfinare, per esempio, a Gorla, Dairago e Solbiate. Un patrimonio che si riflette anche nei costumi utilizzati: «Questi abiti li abbiamo acquistati anni fa dalle suore di Invorio» ricorda con un pizzico di orgoglio l'ex presidente. «Invorio era il posto ideale per il presepe, con le sue stradine e il suo scenario naturale. Quando abbiamo saputo che le suore non potevano più portare avanti l'attività, siamo intervenuti noi per salvare quel patrimonio».
Il Club Boschessa non si limita a sfilare, ma fornisce ai partecipanti un vero e proprio "kit" completo: abiti, accessori e persino il trucco, grazie a uno zoccolo duro di collaboratori che segue l'iniziativa dai suoi albori.
L'obiettivo finale, conclude Guarniero, è quello di lasciare un seme nelle comunità visitate: «Ci fa piacere vedere che oggi ogni parrocchia o paese riesce a fare il suo piccolo presepe. È un modo per coinvolgere le persone e spingerle a uscire di casa, a partecipare attivamente alla vita del quartiere».
Per chi volesse ammirare la sfilata, l’appuntamento è dunque per oggi, 6 gennaio, pomeriggio nelle vie di Borsano, dove la regia di Franca Mazzucchelli coordinerà i figuranti in un evento che, nonostante il passare dei decenni, non smette di emozionare.






