Busto Arsizio - 05 gennaio 2026, 09:20

Tutto è pronto: il bustocco Valter Fatone tedoforo verso Milano-Cortina, correrà il 14 gennaio. «Un punto di arrivo e una nuova partenza»

Barbiere, classe 1964, porterà la fiamma di Olimpia a Varese «...per tutti quelli che vedono nello sport un linguaggio universale, capace di unire. La fiaccola rappresenta la costanza che non si spegne, la passione che resiste, il rispetto per lo sport, per se stessi e per gli amici con i quali ho condiviso migliaia di chilometri»

Valter Fatone

Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sono sempre più vicine. La fiamma è in viaggio e, meno di un mese prima della cerimonia di apertura dei Giochi (il 6 febbraio a Milano), a portarla, peraltro proprio nel nostro territorio, sarà il bustocco Valter Fatone.

Barbiere, classe 1964, appassionato di sport e di corsa in particolare, Fatone è stato scelto come tedoforo tra migliaia di candidati. Dopo essersi proposto lo scorso febbraio, il 26 agosto aveva ricevuto la comunicazione di essere stato selezionato. Grande era stata la sua emozione: allora non sapeva però né quando né dove avrebbe dovuto svolgere il proprio compito.

Ora la convocazione è arrivata: farà parte della staffetta il 14 gennaio a Varese,  in viale Ippordromo 3 in occasione della trentottesima tappa del viaggio della fiamma. L’evento sarà serale perché il ritrovo per i tedofori è previsto entro le 17.20.

«Essere tedoforo per le Olimpiadi Milano Cortina - afferma il bustocco - rappresenta per me un punto di arrivo e, allo stesso tempo, una nuova partenza. La corsa da tanti anni fa parte della mia vita. Chilometro dopo chilometro mi ha portato lontano, molto lontano: New York, Londra, Parigi, Madrid, Barcellona e tante altre città. Ogni maratona è stata una sfida diversa, un dialogo silenzioso con me stesso, un esercizio di pazienza, determinazione e fiducia. La corsa - aggiunge - insegna che nulla è immediato, che ogni traguardo si conquista passo dopo passo, anche quando le gambe sono stanche e la mente chiede di fermarsi».

Per Fatone «portare la fiamma olimpica significa racchiudere tutte quelle esperienze in pochi metri di strada. In quei passi a Varese – dice - ci saranno le albe degli allenamenti, il freddo, il caldo, la fatica, ma anche l’emozione degli arrivi, l’energia del pubblico, la consapevolezza di aver dato tutto». Ed ecco dunque che cosa, secondo il sessantunenne, rappresenta la fiamma: «la costanza che non si spegne, la passione che resiste, il rispetto per lo sport, per se stessi e per gli amici con i quali ho condiviso in tanti anni migliaia e migliaia di chilometri».

A Varese, il prossimo 14 gennaio, lo sportivo barbiere, assicura, non correrà solo per se stesso. «Correrò - sono le sue parole - per chi crede nei sogni coltivati nel tempo, per chi sa che ogni grande risultato nasce da una somma di piccoli gesti quotidiani. Correrò per la mia città, Varese, e per tutti quelli che vedono nello sport un linguaggio universale capace di unire persone, culture e storie diverse».

Alle soglie dell’appuntamento con la storia a cinque cerchi, Fatone prova orgoglio, ma soprattutto gratitudine. «Gratitudine verso la corsa – spiega - che mi ha insegnato a non mollare. Gratitudine verso lo spirito olimpico, che ricorda a tutti noi che il vero valore non è vincere, ma partecipare con impegno, lealtà e cuore. Il 14 gennaio correrò ancora una volta. Non per un tempo, non per una medaglia, ma per un simbolo. E lo farò con la stessa emozione di sempre, perché alcune fiamme, come certe passioni, non smettono mai di bruciare».

Mariagiulia Porrello