Un nuovo capitolo di giustizia sportiva si chiude, e presenta il conto, in casa Pro Patria, ma la vera partita - quella del futuro societario - è ancora tutta da giocare.
PRO PATRIA, ANCORA GUAI FEDERALI: SANZIONI PER TESTA E BASSI DOPO LA CESSIONE DEL 49% DELLE QUOTE
È notizia di ieri, 9 ottobre, che la Procura Federale della Figc ha concluso le indagini relative al procedimento n. 1294/24-25 che coinvolge la Aurora Pro Patria 1919 Srl, la presidente Patrizia Testa e Luca Bassi. Al centro del provvedimento ci sarebbe la mancata trasmissione, nei termini previsti, della documentazione richiesta alla Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie (Co.A.P.S.) in seguito al passaggio del 49% delle quote societarie alla Finnat Fiduciaria Spa.
Secondo l’accusa, Testa, in qualità di legale rappresentante del club bustocco, non avrebbe vigilato sull’invio nei tempi stabiliti dei documenti relativi ai requisiti di onorabilità e solidità finanziaria degli acquirenti, tra cui Marco Tofanelli, Arturo e Andrea Nattino, Luigi Mennini e lo stesso Luca Bassi, il manager titolare effettivo delle quote attraverso la fiduciaria acquirente.
Anche Bassi è stato ritenuto responsabile per la mancata consegna diretta della documentazione nei quindici giorni previsti.
La società bustocca, inoltre, risponde di responsabilità diretta e oggettiva per i comportamenti dei propri rappresentanti.
Le parti hanno chiesto l’applicazione della sanzione ai sensi dell’art. 126 del Codice di Giustizia Sportiva, richiesta accolta con il consenso della Procura Federale. Il provvedimento prevede due mesi di inibizione, commutati in un’ammenda di 4.800 euro ciascuno per Testa e Bassi, e una sanzione di 6.000 euro per la Aurora Pro Patria 1919 Srl.
TRA SILENZI E ATTESE, IL FUTURO SOCIETARIO RESTA UN REBUS
Ora, al di là di questo nuovo capitolo chiuso con un’altra ammenda per la società e la presidentessa - dopo il caso Giovanditti, che aveva coinvolto l’attuale responsabile del settore giovanile biancoblù e portato a mesi di inibizione (tre per Patrizia Testa, due per il diesse Turotti, oltre allo stesso Giovanditti) per un doppio tesseramento in violazione del regolamento del settore tecnico Figc - resta da capire se i soggetti coinvolti, finora rappresentati dall’avvocato Rosanna Zema, e indicati come figure di riferimento della Finnat Fiduciaria, a partire da Luca Bassi, siano ancora intenzionati a compiere il passo decisivo verso l’acquisizione della maggioranza delle quote della Pro Patria. Magari, questa volta, con maggiore attenzione ai tempi tecnici ed ai regolamenti che, inevitabilmente, continuano a presentare il conto.
Allo stesso modo, resta da vedere se Patrizia Testa sia pronta a compiere il “passo inverso”, ovvero a cedere davvero, come più volte dichiarato ma finora mai concretizzato.
Bisognerà attendere ancora dicembre, come accadde lo scorso anno con il primo passaggio del 49% delle quote, o forse ancora più avanti?
Difficile dirlo oggi: sull’argomento - tenuto strettamente riservato, come molte altre questioni in casa Pro Patria in questo periodo - non filtra nulla. Un silenzio che alimenta ulteriore incertezza e, lasciatecelo dire, anche un certo distacco tra la società e il mondo dei tifosi.
IL COMUNICATO UFFICIALE n. 162/AA IN ALLEGATO