La vita in cammino - 31 agosto 2025, 09:30

Quei passi sotto la pioggia, che lava via tutto ciò che non serve

Un anno fa il primo racconto del nostro gruppo. Oggi ripercorriamo quei percorsi in cui cambia drasticamente il meteo. E ci rivela anche di noi

Quei passi sotto la pioggia, che lava via tutto ciò che non serve

Esattamente un anno fa veniva pubblicato il primo racconto del nostro Gruppo. Da allora vi abbiamo raccontato storie, momenti di vita ed emozioni vissute sulle strade di Fagnano.

Oggi torniamo indietro nel tempo, a una delle nostre prime uscite, per condividere con voi il racconto di...

È sera, l'orologio segna le 19.55 c'è una bella luce e il cielo senza nuvole evidenti, aspettiamo gli ultimi ritardatari e si comincia il riscaldamento. Il meteo prevede pioggia verso le 21, ma decidiamo comunque di partire. L’aria è umida, ma calda, e il passo scorre facile tra campi aperti e tratti d’asfalto della valle. Si chiacchiera piano, a tratti, lasciandosi cullare dal ritmo delle scarpe sul selciato.

Poi, all’improvviso, l’aria ha cambiato sapore.

Non è stato un fulmine, né un tuono. Solo una brezza più fresca, un odore nuovo: terra, foglie, ferro. Quel profumo tipico che anticipa la pioggia, quando il cielo trattiene il respiro e il mondo sembra smettere per un attimo di girare.

Ci siamo scambiati uno sguardo. “Sta per venire giù.”

E infatti, pochi minuti dopo, è arrivata. Decisa. Senza preavviso né gradualità.

Una pioggia che bagnava di lato, soffiata dal vento. Le prime gocce erano quasi piacevoli, rinfrescanti. Poi sono diventate fitte, pesanti, e in pochi istanti eravamo tutti fradici. Le giacche appesantite e i capelli gocciolanti.

Ma insieme all’acqua è cambiato tutto.

L’odore dell’asfalto bagnato saliva come un vapore caldo.

Nei tratti di bosco, il legno umido profumava di resina, funghi e foglie marce.

I campi, prima silenziosi, si animavano sotto la pioggia: il rumore delle gocce sulle foglie, il gracidare lontano di una rana e il nostro amico airone cenerino sempre lì, nei laghetti di Fagnano, che si scuoteva su un ramo.

Le parole si sono fermate, sostituite dai suoni naturali e dai pensieri interni.

Camminare sotto quella pioggia improvvisa era quasi ipnotico.

Il ritmo si faceva più lento, più consapevole. Ogni passo era un gesto deliberato, come se la strada ci stesse mettendo alla prova. E noi la accettavamo, senza protestare.

Ad un tratto, mi sono accorto che stavo sorridendo. Non so perché. Forse perché lì, sotto l’acqua, in mezzo al nulla, mi sentivo incredibilmente vivo. Guardando i miei compagni scorgevo lo stesso sorriso, come se stessimo leggendo nel pensiero 

C’era qualcosa di puro in quella fatica silenziosa.

Un senso di resa e libertà. Come se la pioggia stesse lavando via tutto ciò che non serviva.

E quando, poco dopo, il cielo ha cominciato a schiarirsi e la pioggia si è fatta più leggera, nessuno ha detto nulla. Ci siamo solo guardati. E ognuno, a suo modo, sapeva di aver vissuto qualcosa di unico. Ci siamo salutati e dati appuntamento al giorno dopo, sperando in un meteo migliore.

Buona vita, buon cammino.

Gruppo di cammino Fagnano

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