Storie - 08 agosto 2025, 07:30

Da Busto Arsizio a Broadway. Il salto (non) impossibile di Alberto Oliva

Dal teatro Sociale “Delia Cajelli” al cuore di New York. Ora firma “Lord Nil: 7 Deadly Sins”, lo show più pericoloso di Broadway. «Va dato merito all’esperienza che ho maturato con il Festival di BA Lirica. Le immagini di quegli spettacoli sono arrivate fino agli occhi americani»

Da sinistra, Lord Nil e Alberto Oliva

Da sinistra, Lord Nil e Alberto Oliva

Da Busto Arsizio a Broadway. Suona come uno scherzo. Un colpo di fortuna. E invece è teatro. Teatro vero. Fatto di lavoro, visione, prove su un palcoscenico di provincia che arriva fino a Times Square. 

«Passare da Busto Arsizio a Broadway è stato un vero salto di cui sono davvero felice. Ma va dato merito anche all’esperienza che ho maturato con il Festival di BA Lirica: è stato lì che tutto ha preso forma. Tra il 2021 e il 2024 ho diretto sette opere al Teatro Sociale, con una squadra di altissimo livello. Le immagini di quegli spettacoli sono arrivate fino agli occhi americani, e sono piaciute molto — tanto che hanno contribuito in modo decisivo alla mia candidatura per un progetto così grande a New York. Insomma, sono profondamente grato a Busto Arsizio e al Festival che mi ha dato questa base. E approfitto anche per dire che mi dispiace moltissimo che BA Lirica non sia più stato realizzato nel 2025. Sarebbe davvero importante poter rifare un’opera lì, visto anche il grande successo di critica e pubblico che avevamo ottenuto. Porto Broadway nel cuore con tutte le sue luci e il suo sfarzo, ma l’Italia mi manca e sarei felice di ripartire da qui». 

Parola di Alberto Oliva, 40 anni, milanese, regista teatrale pluripremiato. Uno che crede nel potere delle storie. E nel potere della provincia che funziona. Oggi firma la regia di “Lord Nil: 7 Deadly Sins”, debutto mondiale dell’illusionista e escapologo Lord Nil – al secolo Simone Gatti – sul tempio dorato della scena americana. E debutto, anche, del regista italiano sulla ribalta più famosa del mondo. Palcoscenico: Stage 42, New York. Data: Première 27 luglio 2025. Periodo: fino al 31 agosto, poi si vola a Las Vegas. 

Sembra uno show qualunque. Non lo è.

Sulle locandine campeggia la scritta: “Don’t miss the most dangerous show in NYC”. E non è marketing. Lord Nil sfida davvero la morte. Ogni sera. Sette volte. Una per ogni peccato capitale. Oliva dirige. Ma non si limita a mettere in scena. Dà struttura. Ritmo. Senso. Trasforma un’idea estrema in uno spettacolo totale, che fonde teatro, danza, musica e adrenalina.

Un’operazione ad alto rischio creativo, in un contesto dove tutto può stupire. O fallire. 

«Firmare la mia prima regia internazionale a Broadway è una responsabilità e un onore – dice Oliva –. Questa rappresentazione è una sfida totale: al corpo, alla mente e al teatro. È un sogno che si avvera, con un team internazionale e un artista, Lord Nil, che mi ha voluto con sé per dare valore all’aspetto teatrale e alla drammaturgia visiva. Non è un evento di magia, non è un musical e non è un dramma in prosa: è tutto questo insieme, amalgamato in qualcosa di mai visto, dal potenziale veramente esplosivo». 

Classe 1984, Oliva arriva da una formazione solida: laurea in Lettere, diploma alla Paolo Grassi, più di 50 spettacoli firmati, dal Teatro Franco Parenti alla Biennale di Venezia, dal Premio Pirandello al Premio Enriquez. Ma la svolta, racconta, ha un nome preciso: Busto Arsizio. 

Sette opere liriche dirette fra il 2021 e il 2024 al Teatro Sociale, nell’ambito del festival BA Lirica. Un laboratorio di eccellenza – oggi inspiegabilmente sospeso – che ha prodotto non solo spettacoli acclamati, ma anche immagini e professionalità capaci di parlare a un pubblico globale. Americani inclusi. 

E infatti l’invito per Broadway è arrivato. Da Lord Nil in persona.

Lui il corpo. Oliva la mente. In scena: 70 minuti senza tregua, senza intervallo. Un cast internazionale. Musiche originali di Erik Ventrice, anche sul palco come chitarrista. Coreografie di Stefano Alessandrino. Dieci performer, sette peccati, una sola via d’uscita: riuscire. 

Con questo progetto, Alberto Oliva porta il teatro italiano nel cuore di Manhattan. Non come stilema da esportare, ma come linguaggio vivo, capace di mescolarsi all’intrattenimento estremo senza perdere profondità, eleganza, significato. 

Broadway lo accoglie. L’Italia, si spera, lo riaccoglierà. Magari proprio da dove tutto è cominciato: in un piccolo teatro, di una "piccola" città, dove la grandezza si riconosce solo dopo.

Laura Vignati

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