Ieri... oggi, è già domani - 04 febbraio 2024, 06:00

"ventu e aqua" - vento e acqua

La Cronaca ci fa molteplici esempi in merito alle "mezze frasi" sopra enunciate.

"ventu e aqua" - vento e acqua

Il discorso con Giusepèn spazia su molteplici argomenti. Commenti sulla Cronaca, la Politica, lo Sport e nei confronti della nostra Busto Arsizio. Scambio di opinioni e mai "gossip" o parole a vanvera solo per aprire bocca. Ed è a questo punto che salta fuori "ventu e aqua" (vento e acqua) per catechizzare chi spesso parla o sparla; dice e non dice o butta fuori dalla bocca parole con poco o senza significato particolare. E arriva un'altra frase del genere "verdi buca, fòa paòl" (apri bocca e fuori parole) che somiglia al "naguta" (niente di costruttivo)..

La Cronaca ci fa molteplici esempi in merito alle "mezze frasi" sopra enunciate. Il "vento e acqua" è colui che prima emette un giudizio preciso e in altri momenti asserisce il giusto contrario. Oppure colui che nel corso dello stesso dialogo, prima ipotizza un modo di agire, poi si comporta nell'esatto contrario. Il "ventu e aqua" è sempre una persona inattendibile, a cui si aggiunge colui che tira fuori cinque ipotesi e, al verificarsi di una di quelle ipotesi, aggiunge "t'è ustu ca go rasòn?" (hai visto, hai potuto constatare che ho ragione?" ovviamente pavoneggiandosi assai.

Si riscontra questo atteggiamento soprattutto in vicende Politiche o Sportive: c'è mai la verità-vera, nelle ipotesi. Ciascuno "la dice" in base alla propria convenienza e mai -ma proprio mai-  si offre al "contendente" quel pizzico di ragione che consentirebbe il prosieguo del dialogo.

E' il vezzo (ma pure il vizio) dei Politici: guardate un po' come agiscono e come sono interpretate le loro azioni. Mai "uno" della Destra che riconosce le azioni della Sinistra e (ovviamente) mai uno della Sinistra a riconosce il valore positivo di un esponente della Destra - così, nello Sport:  la squadra per la quale si fa il tifo deve sempre vincere. Non dovesse succedere, si prendono  attenuanti (sempre colpose) perpetrate nei confronti della propria squadra. Poi si incolpa l'arbitro e si incolpa pure il VAR o chi è preposto per un giudizio positivo e regolare per lo svolgimento della gara. Certo, gli errori di arbitro e VAR ci sono, ma le vicende sono sempre esasperate.

Giusepèn è categorico "inscì s'à podi non'ndò innanzi" (così, non si può progredire) e si determina una mancanza di dialogo che a volte, il dialogo stesso sfocia nel chiacchiericcio senza alcuna causa o prospettiva. Qui, vige il "verdi buca e fòa paòl" che dimostra nulla di buono, mancanza di rispetto e "chiusura" di dialogo. "Prima s'à'sculta, poeu s'à parla" (prima si ascolta, poi si parla) ed è questo il nesso semplice con cui si deve condurre una trattativa, un proprio pensiero, il rispetto per il pensiero altrui. Nessuna "predica" dice Giusepèn, ma "nparò a discuri, s'à misua a inteligenza dàa genti" (imparare a dialogare, si misura l'intelligenza delle persone). Chiosa (e lo fa in italiano, Giusepèn). Facile noh? ma proprio per il fatto che tutto sembra facile, in reealtà, tutto diventa difficile. La prevaricazione nel volersi primeggiare supera l'efficacia delle opinioni altrui!

L'è ua dul Nocino, Giusepèn  - questo gliel'ho detto io, nel Dialetto Bustocco da strada e Giusepèn annuisce: Maria è pronta con la "baziglia" (vassoio) con due bicchieri e la bottiglia del Nocino che la "solita mano benefica" di una Lettrice (santa donna) che ci vuole bene, ci ha fatto pervenire!

 

Gianluigi Marcora

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