L’io si confonde con la natura, diventa un tutt’uno. D’Annunzio nella poesia “La pioggia nel pineto” l’avrebbe chiamata “panismo”, i due artisti hanno preferito intitolarla “Metamorfosi della natura”. Si sta parlando della mostra che si apre stasera alle 18.30 a Palazzo Cicogna di Busto Arsizio di due artisti giapponesi, padre e figlio Nobushige Akiyama e Mitsuki Akiyama che hanno voluto creare un’opera d’arte in stretto connubio con la natura.
A dare manforte, la mano dell’uomo che introietta in se stesso la natura. Dunque una vera e propria trasformazione, una metamorfosi appunto. Del resto nella cultura nipponica il concetto di natura include anche l’uomo. Così alle Civiche raccolte d’arte fanno bella mostra di sé opere d’arte realizzate con la corteccia del gelso, tronchi d’albero lavorati anche all’interno, resine trasparenti, carte giapponesi. Denominatore comune tra i due artisti, il mondo vegetale, in obbedienza al pensiero filosofico Zen: il padre utilizza la corteccia del gelso, il figlio adopera la parte interna del tronco.
«I due ideogrammi impressi sulla locandina della mostra rappresentano l’unione di due concetti: l’io e la natura – ha precisato l’artista Mitsuki Akiyama - Perché l’essere umano è incluso nella natura, è in armonia con lei. Due entità che non si scindono. Mai come in questo momento della vita è fondamentale mantenere la connessione con la natura». Nelle opere di Nobushige è il kozo, la fibra di carta ottenuta dalla lavorazione della corteccia del gelso a costituire la materia e a determinare la forma. Le sue sculture si pongono non solo come opere da ammirare, ma anche come forme che interagiscono con lo spazio ambiente, in una concezione dell’arte come elemento imprescindibile del quotidiano. E a sottolineare come questa mostra si sposi con le tradizioni del tessile di Busto Arsizio è intervenuto il vicesindaco Manuela Maffioli: «Ci sono opere d’arte che vedono una lavorazione della carta simile ai tessuti: questo richiama il legame con le nostre radici. Riproporre questa sintonia in chiave artistica è l’obiettivo della mostra. “Metamorfosi della natura” apre la stagione culturale cittadina 2022. Siamo particolarmente soddisfatti di poter proporre questi due artisti, un inizio di qualità per un anno di grande levatura sul fronte artistico, che intende risarcire delle tante privazioni emozionali di questo ultimo periodo e riaffermare la forza propositiva della città anche sul fronte culturale».
La “vetrina d’arte” è stata selezionata da un comitato coordinato da Serena Colombo, critica e storica dell’arte: «E’ molto significativo il dialogo che si è venuto a creare tra i due artisti – ha evidenziato – che hanno studiato in Giappone e si sono poi trasferiti in Italia. Un mix tra due culture. Prima di Busto Arsizio la mostra ha fatto tappa anche a Roma, al museo di arte orientale».
L’esposizione, promossa dall’amministrazione comunale nell’ambito della rassegna “Uno spazio per l’arte”, curata da Stefania Severi, direttore artistico della Cooperativa sociale “Apriti Sesamo” di Roma e patrocinata dall’istituto giapponese di cultura di Roma e dalla Fondazione Pola, resta aperta da oggi fino al 23 marzo il martedì e giovedì (14.30-18), il venerdì (9.30-13 e 14.30-18), sabato (14.30-18.30) e domenica (15-18.30).




