«Gli studenti torneranno a fare lezione in classe. Finora nessun Paese europeo ha deciso di chiudere le scuole: se fosse necessario, devono essere le ultime a farlo»: con queste parole dette al Corriere della Sera, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi esclude uno stop alla ripartenza delle lezioni in presenza e al ritorno della Dad.
Lo stesso ministro difende la scelta di «tutelare il più possibile l'istruzione in presenza e, con essa, i nostri ragazzi e i bambini che vengono da due anni difficili, che hanno segnato il loro apprendimento». Di fronte alla ripresa dei contagi, «legati anche alla festività», c'è però una «grande differenza rispetto all'anno scorso - aggiunge Bianchi nell'intervista al Corriere - ed è il vaccino». I dati: il personale scolastico era vaccinato al 95% anche prima dell'obbligo, gli studenti nella fascia 12-19 anni hanno una copertura che è oltre il 75%.
Le lezioni a distanza, dunque, «si possono far scattare solo in casi eccezionali. Ma il ricorso massiccio alla Dad, oggi, come se i vaccini non ci fossero, sarebbe un errore». I presidenti di Regione, inoltre, «possono intervenire solo in zona rossa e in circostanze straordinarie. Queste condizioni oggi non ci sono».




