Desiderio e rabbia. Due elementi che insieme rappresentano il carburante ideale da mettere nel motore della sfida contro il Trento sabato 4 alle 17.30 e vengono citati nella conferenza stampa prepartita dall'allenatore della Pro Patria Luca Prina.
Non le uniche parole decisive che risuonano. Ne prendiamo un'altra, non molto di moda, ma da queste parti sì: responsabilità. «Me le prendo io per primo - ha detto il mister - per la sconfitta di domenica scorsa, sì, sono io il primo responsabile. Mi ha lasciato l'amaro in bocca». Che poi è poco, considerando che Prina ha dovuto vivere l'insuccesso contro l'Albinoleffe lontano dalla panchina, come noto, per una squalifica dove era meglio non interpretare le norme visti i precedenti in Coppa Italia.
I tigrotti partiti in vantaggio e poi ribaltati dagli avversari alla loro prima davanti al pubblico: roba da stracciare subito quella sceneggiatura e cambiare film. Operazione messa in campo questa settimana.
«Abbiamo grandi margini di miglioramento - ribadisce Prina, leggendo quella partita a due volti - Abbiamo avuto difficoltà a reggere il ritmo, ma bisognava cercare di aggrapparsi con tutte le forze a disposizione, anche quelle che non si pensavano di avere, per arrivare al risultato. Con tutte le difficoltà potevamo portare a casa un punto. È evidente che abbiamo mancato in troppe cose. Ma la parte positiva di una sconfitta in casa è la capacità di rialzarsi. Una particolare rabbia».
Che può aiutare la squadra, insieme a un desiderio: quello di mostrare il suo valore. L'occasione è questa seconda prova a Salò. Contro il Trento, una neopromossa, questa è invece la cattiva notizia, perché la carica dell'entusiasmo è elevata come dimostrano i primi risultati. «Ma al di là del valore avversario, che dobbiamo tenere in considerazione, quello che riusciremo a portare a casa dipende da noi».
Tra poco i convocati, resta «la rosa corta dietro», Bertoni che si scalda «ma è fuori da quattro mesi, quindi i rientri sono delicati, valuterò il tutto a 360 gradi».