Questa sera torna a riunirsi il Consiglio comunale di Gallarate. Ancora una volta “a distanza”, come avviene da più di un anno a causa della pandemia.
Una modalità a cui i gli esponenti dell’assise cittadina – volenti o nolenti – hanno ormai fatto l’abitudine.
E che non ha influito sulla vita democratica della città. Questo il parere del presidente del Consiglio gallaratese Donato Lozito: «Tutta l’attività amministrativa è proseguita online – osserva –. Si sono persi i rapporti personali, ma per il resto tutti hanno avuto la possibilità di partecipare mantenendo le stesse prerogative».
«Ringrazio i consiglieri che hanno capito che il loro ruolo non è cambiato – afferma Lozito – è un po’ come lavorare in smart-working. Il dibattito e il confronto sono sempre stati puntuali, precisi, talvolta molto franchi, come è naturale che sia».
L’auspicio è che, prima del termine della consiliatura, si possa tornare a discutere “faccia a faccia”.
Al momento non è possibile affermare con certezza quante sedute si terranno nelle prossime settimane: «Ci potrebbero essere delle nuove disposizioni, con stanziamenti regionali o del governo per le quali potremmo dovere tornare a riunirci», precisa infatti Lozito.
In ogni caso «bisogna fare le cose con prudenza – premette il presidente dell’assise – seguendo ovviamente le regole, che non sono cambiate. Mi auguro che con la zona bianca gli organismi istituzionali possano tornare a riunirsi in presenza, come avvenuto per un breve periodo lo scorso anno. Magari anche con il pubblico, con ingressi contingentati».
Perché se è vero che «tutto si è più o meno svolto come al solito», Lozito non nega che «il rapporto umano è fondamentale anche in politica. Non vedo l’ora di tornare a stringere la mano alle persone. Anche con la mascherina».




