«L'accordo raggiunto sulla vertenza Electrolux è un risultato importante per i lavoratori dello stabilimento di Solaro e per l'intero territorio del Saronnese, strettamente legato all'economia della provincia di Varese.
Gli esuberi previsti scendono da 1.700 a 918, con uscite esclusivamente volontarie e incentivate, mentre gli investimenti salgono a 100 milioni di euro, di cui 35 milioni destinati a Solaro.
Non è un regalo del Governo Meloni, ma una conquista dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, che per mesi hanno difeso con determinazione il proprio futuro.
Ho seguito personalmente questa vertenza attraverso i tavoli di crisi al MIMIT e il lavoro parlamentare nelle Commissioni X Attività produttive e XI Lavoro della Camera, comprese le audizioni con il ministro Urso.
Proprio durante l'audizione del 4 agosto scorso ho chiesto direttamente al ministro Urso quali garanzie vi fossero sul futuro dello stabilimento di Solaro e sul rischio che gli investimenti annunciati potessero precedere una futura cessione degli asset industriali italiani. Una questione che resta ancora oggi centrale.
Il territorio varesino conosce fin troppo bene il prezzo delle crisi industriali. Lo abbiamo visto con Beko a Cassinetta di Biandronno e con altre importanti realtà produttive della nostra provincia. Ogni posto di lavoro perso rappresenta una famiglia in difficoltà e un impoverimento del nostro tessuto economico.
Per questo, pur riconoscendo il risultato ottenuto, 918 esuberi restano un numero importante e non possiamo considerare conclusa la crisi.
Il ministro Urso non può limitarsi a celebrare gli accordi. Servono investimenti reali, garanzie occupazionali e una strategia industriale capace di tutelare le nostre fabbriche. Continuerò a seguire gli sviluppi della vertenza, a partire dal rispetto degli impegni assunti dall'azienda.
Perché il successo di una politica industriale non si misura dai tavoli convocati o dagli annunci del Governo, ma dalle fabbriche che restano aperte e dai lavoratori che conservano il proprio posto di lavoro».
Lo dichiara Antonio Ferrara, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati.