Come aiutare i giovani a scegliere il proprio futuro in una società in continua trasformazione, facendo loro conoscere opportunità formative e professionali spesso poco note e accompagnandoli nella scoperta delle proprie attitudini? A queste domande prova a rispondere OrientaTalenti 2026, che torna a MIND – Milano Innovation District dal 3 al 5 novembre, dopo una prima edizione che ha coinvolto oltre 16.000 partecipanti. Tre giornate - con 160 momenti di orientamento, 130 workshop e 30 convegni – che riuniscono istituzioni, imprese, università, scuole ed enti di formazione, alternando incontri e momenti di approfondimento a laboratori ed esperienze dirette.
Un nuovo modo di fare orientamento: conoscere attraverso l’esperienza
OrientaTalenti nasce dalla convinzione che l’orientamento debba superare una dimensione prevalentemente informativa. Non basta presentare un catalogo di percorsi scolastici o professioni: occorre stimolare la curiosità, permettere ai ragazzi di entrare in contatto con realtà che non conoscono, mettersi alla prova e riconoscere capacità e interessi che possono orientare le loro scelte. La manifestazione diventa così un laboratorio di idee ed esperienze, nel quale i giovani non sono soltanto destinatari di informazioni, ma protagonisti attivi del proprio percorso.
«Uno dei motivi principali che cerchiamo di affrontare con la manifestazione di OrientaTalenti è che i giovani, quando scelgono, non conoscono la ricchezza della realtà. E non devono solo conoscerla, ma anche farne esperienza, per operare scelte realmente consapevoli. È importante che non perdano nessuna occasione che il mondo offre loro, solo perché non la conoscono. OrientaTalenti è un grande laboratorio di scoperta, al MIND, dove si sono insediate le imprese nazionali e internazionali più innovative e tecnologiche, i più importanti centri di ricerca, la Statale di Milano con l’area STEM e i campus degli ITS. Nei tre giorni, tutta quest’area, perfino il cantiere in cui si stanno costruendo gli edifici, diventerà un laboratorio per consentire ai giovani di fare esperienza delle professioni, anche per ridurre i pregiudizi su alcuni mestieri che noi adulti trasferiamo ai ragazzi. Grazie a queste esperienze ciascun ragazzo può accendersi e poi approfondire la propria vocazione», dichiara Diego Montrone, cofondatore dell’ATS OrientaTalenti e presidente di Galdus.
La ricerca ADAPT conferma l’urgenza di cambiare approccio
L’intuizione alla base di OrientaTalenti trova un importante riscontro scientifico nella ricerca affidata a Fondazione ADAPT “Orientare i talenti. Dalla filiera formativa all’orientamento esperienziale”. Lo studio analizza le trasformazioni demografiche, l’evoluzione della popolazione scolastica, il rapporto tra formazione e lavoro e le esperienze della filiera tecnologico-professionale lombarda, offrendo elementi utili a comprendere perché l’orientamento debba assumere un ruolo sempre più centrale.
I DATI DELLA PROVINCIA DI VARESE
Capitale della filiera insieme a Milano
• 26 percorsi della filiera tecnologico-professionale attivi, come Milano: quasi un quarto dei 109 lombardi.
• Laureati al 35,2%, terzo valore della regione.
• NEET al 12,3%, terzo valore più alto della Lombardia.
• Istituti tecnici al 40,6% degli iscritti in prima, terza quota regionale. Competenze a fine superiori al 61,4% con una variazione negativa di 13 punti rispetto all'anno scolastico 2018/19.
• Tra i casi studio della ricerca c’è ASLAM, ente di formazione professionale inserito in una filiera con un ITS per la manutenzione aeronautica.
Gli iscritti alla prima superiore nel 2024/25 nelle scuole della provincia di Varese erano così suddivisi: 44,2% licei, 40.6% istituti tecnici, 15.3% istituti professionali
Le proiezioni delineano uno scenario di profondo cambiamento. Tra il 2026 e il 2050, in Lombardia, lo scarto tra le generazioni che usciranno dal mondo del lavoro e quelle che vi entreranno raggiungerà 915.000 persone. Entro il 2035 gli iscritti alle scuole superiori diminuiranno del 24%, con una contrazione particolarmente significativa negli istituti tecnici (-35%) e professionali (-32%). Guardando al 2050, il calo complessivo potrebbe raggiungere il 40% nello scenario più sfavorevole considerato.
Parallelamente, le imprese esprimono una crescente domanda di competenze: tra il 2025 e il 2029 il fabbisogno stimato del sistema produttivo lombardo è di circa 673.000 lavoratori, il 46,4% dei quali con formazione secondaria tecnico-professionale. Già nel 2025 il 48,1% delle assunzioni programmate risulta di difficile reperimento.
Il quadro è reso ancora più complesso dalle percezioni dei giovani. Secondo l’indagine Censis Senso della scuola, senso del lavoro, ripresa da ADAPT, il 46,1% degli intervistati si sente spesso disorientato davanti a un futuro incerto e precario, mentre il 60,3% ritiene spesso che la vita vera sia fuori dalle mura scolastiche.
La ricerca conferma così l’importanza di un orientamento capace di mettere in relazione le aspirazioni individuali con la conoscenza effettiva dei percorsi formativi e delle professioni, superando stereotipi e scelte condizionate da informazioni parziali.
In questa prospettiva assume rilievo anche lo sviluppo della filiera tecnologico-professionale 4+2, che in Lombardia è passata da 36 percorsi attivi nell’anno 2024/2025 a 109 nel 2026/2027. Attraverso sei casi studio originali, Fondazione ADAPT approfondisce il valore dei laboratori, del tutoraggio, dell’apprendistato e della collaborazione con le imprese, individuando nell’esperienza diretta una componente essenziale di un orientamento continuo e personalizzato.
La tre giorni tra incontri e dati: alcune grandi sfide
Le trasformazioni descritte dalla ricerca trovano un terreno concreto di confronto nei temi della manifestazione, dove gli scenari quantitativi si intrecciano con il dialogo tra istituzioni, esperti, imprese e giovani.
Made in Italy: il futuro delle competenze tra tradizione e innovazione. Il calo degli studenti negli istituti tecnici e professionali pone una questione cruciale per le eccellenze produttive italiane: come assicurare il ricambio generazionale e la trasmissione di competenze specialistiche, fondamentali per l’alta manifattura e l’artigianato? OrientaTalenti la affronta valorizzando la filiera tecnologico-professionale e percorsi che integrano capacità manuali, creatività e innovazione. Il coinvolgimento di realtà come Kering e Confindustria permette ai giovani di conoscere da vicino i mestieri dell’eccellenza italiana, superare stereotipi e pregiudizi e scoprire come il Made in Italy continui a evolversi grazie a nuove tecnologie e competenze.
Giovani ed etica del digitale: oltre l’uso delle tecnologie, la sfida educativa. Negli assessment realizzati con AICA e ICDL durante OrientaTalenti 2025, i test dedicati all’intelligenza artificiale hanno registrato un punteggio medio del 44%, con circa il 90% delle prove al di sotto della soglia di superamento. Un dato circoscritto agli studenti partecipanti, che evidenzia però come la familiarità con gli strumenti digitali non corrisponda necessariamente a un’effettiva conoscenza delle tecnologie. Per questo la manifestazione va oltre le competenze tecniche e affronta l’etica della comunicazione digitale, l’uso consapevole dell’IA, le relazioni attraverso i social media e le responsabilità educative di scuola e famiglie, per promuovere autonomia di giudizio, consapevolezza e responsabilità.
Professioni sanitarie: nuove opportunità in una società che invecchia.
Secondo gli scenari analizzati da ADAPT, in Lombardia tra il 2026 e il 2036 le persone in età non lavorativa passeranno da 56 a 66 ogni 100 in età lavorativa. Con il coinvolgimento di realtà come l’IRCCS Galeazzi e Humanitas, OrientaTalenti fa conoscere agli studenti percorsi, specializzazioni e professioni sanitarie – comprese quelle non mediche – spesso poco note, nelle quali alle competenze scientifiche e tecnologiche si affiancano capacità relazionali, ascolto e attenzione alla persona. Un tema che si lega anche all’evoluzione del sistema universitario: mentre gli iscritti alle università lombarde cresceranno fino al 2033, superando i 404.000 (+23% rispetto al 2025), soffrono le Università a ciclo unico (Medicina, giurisprudenza).
Il modello che emerge: un orientamento continuo, esperienziale e condiviso
Queste sfide, che sono solo alcune di quelle presenti in OrientaTalenti, raccontano una stessa esigenza: costruire un orientamento capace di collegare le grandi trasformazioni della società alle esperienze e alle aspirazioni delle persone. È la prospettiva che caratterizza OrientaTalenti, dove i dati della ricerca trovano una narrazione nei momenti di confronto istituzionale, nelle testimonianze delle imprese e nelle esperienze vissute dagli studenti. I convegni offrono spazi di riflessione sulle politiche educative e sulle trasformazioni del lavoro; i laboratori, i workshop e il contatto diretto con i professionisti rendono accessibili realtà e opportunità che difficilmente potrebbero essere comprese attraverso la sola informazione. Un approccio di cui la ricerca ADAPT conferma il valore.
La manifestazione è sostenuta da AEF Lombardia, Federated Innovation@Mind, Rete ITS Lombardia, JoinUs Milano, Ufficio Scolastico per la Lombardia, ha quali soggetti promotori Galdus come ente capofila, de Amicis Education, Fondazione Della Frera, Valore Italia, IAL e Regione Lombardia come partner istituzionale.
Il programma completo è disponibile su orientatalenti.it.